2010: certificati online anche per i privati
Il ministro Brunetta ha annunciato che entro metà 2010 il certificato online sarà implementato anche per tutto il settore privato.
Dopo un periodo di sperimentazione di un paio di mesi, che prevede il doppio binario cartaceo-digitale, si passerà solo al formato elettronico. Per arrivare all’invio del certificato sanitario online è però stato necessario l’intervento del garante per la Privacy il quale ha disposto che l'Inps potrà ricevere dall'Inpdap le informazioni sulle amministrazioni a cui inviare i certificati medici dei dipendenti pubblici.
In base alla “riforma Brunetta” in tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica deve essere inviata per via telematica, direttamente dal medico che la rilascia, all'Inps e da questo immediatamente inoltrata all'ente dove il dipendente lavora. Per poter eseguire questi invii l'Inps deve acquisire presso l'Inpdap gli estremi identificativi delle amministrazioni dove prestano servizio gli impiegati.
In conformità alle norme in materia, infine, ha ricordato l'Autorità, i certificati medici trasmessi dall'Inps alle amministrazioni non dovranno contenere l'indicazione della diagnosi.
L’intervento del garante si affianca alla precedente indicazione riguardante l’invio di analisi del sangue, radiografie e referti medici direttamente sul pc di casa.
In questo caso sono state approvate le "Linee guida in tema di referti on line" che fissano rigorose misure a protezione dei dati sanitari dei pazienti che intendono utilizzare questo servizio, ricevendo il referto via mail o "scaricando" gli esami clinici direttamente dal sito web della struttura sanitaria.
Questi i punti principali.
L'adesione al servizio dovrà essere facoltativa e il referto elettronico non sostituirà quello cartaceo che rimarrà comunque disponibile. L'assistito dovrà dare il suo consenso sulla base di una informativa chiara e trasparente che spieghi tutte le caratteristiche del servizio di "refertazione on line".
Il referto resterà a disposizione on line per un massimo di 45 giorni e dovrà essere accompagnato da un giudizio scritto e dalla disponibilità del medico a fornire ulteriori indicazioni su richiesta dell'interessato.
Per fornire il servizio, le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno adottare elevate misure di sicurezza tecnologica (utilizzo di standard crittografici, sistemi di autenticazione forte, convalida degli indirizzi e-mail con verifica on line, uso di password per l'apertura del file) e, nel caso offrano la possibilità di archiviare e continuare a consultare via web i referti, dovranno anche sottoporre ai pazienti una ulteriore specifica informativa e acquisire un autonomo consenso.
(19 febbraio 2010)









