Al nastro di partenza i pagamenti via cellulare
Si apre una nuova era per i sistemi di pagamento.
Il 22 gennaio, un po’ in sordina, il consiglio dei ministri ha approvato il testo del decreto legislativo n. 11. Il decreto recepisce la direttiva europea sui servizi di pagamento (Payment services directive) ed è stato pubblicato nei giorni scorsi sul supplemento speciale della Gazzetta ufficiale 36 del 13 febbraio 2010.
Si tratta un provvedimento che qualcuno definisce “epocale” e che, come ha precisato Massimo Doria, titolare della Divisione Strumenti e servizi di pagamento al dettaglio di Banca d’Italia, “definisce una cornice armonizzata a livello europeo nella quale anche i soggetti che non hanno attività finanziarie possono entrare nel sistema dei pagamenti”. Il risultato è che d’ora in poi anche le aziende potranno nel mondo dei sistemi di pagamento prima limitato alle banche.
La normativa prevede che, sotto il controllo della Banca d’Italia, venga istituito un elenco delle società abilitate alla fornitura di servizi con una licenza valida a livello europeo.
Inoltre, è prevista una particolare tutela per consumatori finali e micro imprese. Per gli utenti, infatti, è previsto il rimborso degli importi pagati in caso di utilizzo on autorizzato del mezzo elettronico di pagamento, mentre sono stati attenutati gli obblighi delle parti per quanto riguarda i pagamenti per importi inferiori ai 30 euro per singole operazioni e 150 euro come limite complessivo di spesa. Per gli utenti sono previsti anche limiti alle responsabilità e agli importi dovuti in caso di smarrimento o furto ma per loro vi è l’obbligo di tenere un comportamento diligente con l’obbligo della tempestiva comunicazione in caso di smarrimento o furto.
Il decreto prevede anche prevede tempi certi per il completamento end-to-end dell’operazione di pagamento, interviene sulla struttura delle condizioni economiche dell’offerta di servizi di pagamento con l’obiettivo di rendere esplicite le forme di tariffazione, vara un “Codice uniforme” per l’esecuzione delle operazioni di pagamento con una struttura standardizzata per consumatori e microimprese e prevede garanzie informative per i clienti nonché impegni e responsabilità rafforzate per i Psp (Provider servizi di pagamento).
I servizi previsti consistono nel deposito e prelievo di contante, offerta di addebiti diretti, bonifici, carte di pagamento, aquiring (convenzionamento esercenti), rimesse di denaro e intermediazione nei pagamenti attraverso dispositivi di telecomunicazione, digitali o informatici.
I nuovi operatori, secondo il rappresentante di Binkitalia, giocheranno la partita sulla capacità tecnologica, l’expertise nella gestione di flussi di incasso e pagamento, la facilità di contatto con la clientela e le esigenze di fidelizzazione. Tutti fattori che trovano ospitalità soprattutto in alcune categorie di operatori che Banca d’Italia ha individuato nei settori della telefonia mobile, Gdo, Telecomunicazioni, Petroliferi, Autostrade, Tv digitale. Alcune richiesta sono già state avanzate, ma si tratta di operatori stranieri visto che al momento, soprattutto per quanto riguarda la Grande distribuzione organizzata nessun progetto è all’orizzonte. L’evidenza dei costi e la mancata individuazione dei benefici frenano infatti i big italiani.










