Symantec: rischio dato per gli ambienti virtuali

Disaster

di Redazione LineaEDP

Il Disaster recovery survey spiega che poco più della metà dei dati presenti sui sistemi virtuali viene sottoposto a regolare backup



Dopo quelle relative alla security Symantec avanza le sue previsioni riguardo lo storage. Nel mirino c’è la virtualizzazione che continuerà a influenzare il settore It anche nel 2011. “Le aziende di tutto il mondo – scrive il rapporto – traggono vantaggio dalla virtualizzazione che permette loro di ridurre il numero di server nei loro ambienti. Mentre la virtualizzazione porta ad una riduzione dei costi server, le aziende si stanno rendendo conto che la virtualizzazione comporta, allo stesso tempo, un incremento dei costi di gestione e che, senza un piano per la protezione di questi ambienti, non sarà possibile ricavare l’intero Roi”.

Nel 2011, il numero di applicazioni e la quantità di dati presenti in ambienti virtuali crescerà in maniera significativa, aumentando la necessità di soluzioni per il disaster recovery che proteggano queste applicazioni.

Dallo studio del 2010 di Symantec, Disaster Recovery Survey, è emerso che poco più della metà dei dati presenti sui sistemi virtuali viene sottoposto a regolare backup, ma c’è un ampio margine di miglioramento. La maggioranza degli intervistati ha dichiarato che la virtualizzazione li ha portati a rivalutare i propri piani per il disaster recovery e solo il 40% degli ambienti virtuali è incluso nei propri attuali piani di Disaster recovery (Dr).

In caso di disastro, il 60% dei dati di un’azienda che vengono archiviati su ambienti virtuali potrebbero essere persi a causa della mancata implementazione di tecnologie per la protezione dei dati. Tenendo presente che la protezione delle macchine virtuali porta con sé le stesse aspettative che i clienti hanno rispetto agli ambienti fisici, le aziende dovrebbero implementare le tecnologie di disaster recovery per assicurarsi che i propri dati mission-critical presenti in ambienti virtuali siano protetti dai rischi di ogni giorno e da quelli legati a possibili disastri.

Nel 2011, i responsabili dello storage dovranno abbandonare l’idea di salvare tutte le informazioni per classificare quali informazioni sono realmente più importanti per il business. La retention pressoché infinita dei dati porta il costo dello storage alle stelle, i tempi di recovery sono sempre più estesi e l’e-Discovery è ormai un incubo per le aziende di tutte le dimensioni. Secondo lo studio di Symantec, Information Management Survey 2010, l’87% degli intervistati è convinto che una strategia di gestione dell’informazione possa portare all’eliminazione delle informazioni superflue. Tuttavia, gli intervistati hanno dichiarato che il 75% dei backup ha una retention illimitata oppure si tratta di documenti legali e il 40% di questi backup non sono più rilevanti ai fini di un processo. Nel 2011, le aziende dovranno riconsiderare le proprie necessità di retention e automatizzare la propria strategia di gestione delle informazioni per conservare i backup per 30–60 giorni, archiviare a lungo termine lo storage e cancellare tutto il resto.

Il cloud, nel 2011, cambierà in maniera significativa l’offerta di servizi. Sempre più aziende utilizzeranno cloud pubbliche e private. Già all’inizio del 2011, le aziende avranno bisogno di gestire le risorse di storage sia locali, campus wide, multi-campus, globali o nella nuvola. Ci saranno nuovi strumenti per gestire questo complesso ambiente storage e per aiutare gli amministratori It a capire meglio e a ottenere informazioni sui dati non strutturati in esso contenuti. Questo permetterà all’It di beneficiare appieno dei vantaggi della nuvola e di una gestione intelligente.

Il modello ibrido di archiviazione nella nuvola permetterà alle aziende di utilizzare anche servizi di hosted messaging mantenendo i propri archivi on premise così da ridurre i costi della discovery, mantenere un accesso ristretto ai dati e definire chi sta accedendo ad essi e dove inviano le richieste.

Mentre i software continuano ad innovarsi, il 2011 porterà nuove soluzioni per rispondere alle necessità dei clienti di semplificare le operazioni It. Il cloud computing, i servizi hosted e le applicazioni sono un esempio delle sempre più numerose e interessanti offerte, flessibili e di facile utilizzo, per le aziende. Nel 2011, le aziende potranno avvantaggiarsi di agilità, tecnologia e ottimizzazione dello storage grazie a dispositivi storage unificati con un accesso cloud, sicurezza e backup.

Il consolidamento è una priorità per il settore It e nel 2011 le aziende dovranno ridefinire i propri data center per ridurre i costi di gestione e, al tempo stesso, proteggere i dati. Le aziende devono gestire i rischi e le complessità del consolidamento dei data center sia che il consolidamento comporti uno spostamento fisico, la virtualizzazione, lo smantellamento o qualsiasi altro tipo di soluzione. Inoltre, durante la fase di consolidamento, le aziende devono assicurarsi che le informazioni e le applicazioni siano protette e disponibili, per scongiurare downtime imprevisti e perdita di dati. Non è quindi un mistero che nel 2011 il consolidamento costituirà un argomento cruciale.

Le aziende hanno iniziato ad utilizzare sempre più i social media per migliorare la comunicazione e la produttività al proprio interno e questo, nel 2011, cambierà il modo di collaborare in azienda. Allo stesso tempo, le aziende It dovranno comprendere come proteggere e gestire queste applicazioni non standard in termini di recovery e ricerca delle informazioni aziendali condivise attraverso questi nuovi strumenti di comunicazione. L’archiviazione sui social media diventerà sempre più importante man mano che le aziende riconosceranno il potere del social business, pur mantenendo l’archiviazione come una forma di controllo per ridurre i rischi per le informazioni.

 

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