Fattura elettronica: dalla Ue una nuova direttiva

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Il quadro normativo per le imprese è già sufficiente per utilizzare i documenti elettronici. Ma per la Pa si aspettano i decreti attuativi e L’Europa vuole spingere per l’adozione






I decreti attuativi? Arriveranno. Ormai anche alla School of management del Politecnico nessuno azzarda una previsione sull’ultimo passaggio (al momento una bozza è stata presentata alla Regioni) che manca per arrivare a istituire la Fatturazione elettronica per la Pa.

Purtroppo non siamo in Svizzera, dove dall’11 maggio l’Ufficio federale dell’informatica e della telecomunicazione (Ufit) può ricevere ed emettere fatture elettroniche ed entro il 2012 tutta la struttura pubblica sarà in grado di farlo.

Siamo in Italia dove è necessario ancora un po’ di tempo per dare il via libera alla normativa che darebbe il turbo allo sviluppo del documento elettronico che riguarderà ‘le amministrazioni di cui all’articolo 1, comma2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165‘.

Linguaggio burocratico che nasconde regioni, province, comuni, scuole, società partecipate con quote di maggioranza, Inps, Inail enti di previdenza. In pratica tutto ciò che riguarda il ‘pubblico’ in Italia.

Il primo step di adozione prevede per i primi sei mesi un’adesione volontaria. Con il secondo passaggio scatta l’obbligatorietà per i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti nazionali di previdenza e assistenza. Il terzo step porta l’obbligatorietà a tutto il resto della Pubblica amminisstrazione, mentre l’ultimo passaggio coinvolge nell’adozione obbligatoria della fattura elettronica anche le amministrazioni locali. Ma per questo ci vorrà un altro decreto.

Il formato dei documenti sarà l’Xml, mentre le specifiche saranno pubblicate online.

I famosi decreti attuativi non esauriscono però il quadro normativo attorno alla fattura elettroica che, come ha ricordato Alessandro Perego responsabile scientifico dell’Osservatorio del Politecnico, è già sufficiente per poter utilizzare appieno in azienda questo tipo di soluzioni.

Solo nell’ultimo anno c’è stato il provvedimento dell‘Agenzia delle entrate del 25/10/2010. Si tratta del ‘Provvedimento attuativo della comunicazione dell’impronta relativa ai documenti informatici rilevanti ai fini tributari, ai sensi dell’articolo 5 del decreto 23 gennaio 2004‘.

Poi c’è il decreto legislativo n.235 del 30/12/2010 ‘Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 7/3/2005, n.82, recante Codice dell’amministrazione digitale‘. Questo per quanto riguarda l’Italia, ma anche l’Europa si sta muovendo in direzione della fattura elettronica seguendo quattro priorità.

La prima prevede la creazione dio un contesto giuridico più omogeneo fra gli Stati membri, la conda punta sul coinvolgimento delle Pmi per passare poi alla creazione di un ambiente più collaborativo e la realizzazione di un unico modello di dati semantici per favorire l’interoperabilità.

L’Unione europea ha approvato la direttiva 2010/45/Ue che modifica la precedente 2006/112/Ce relativa all’Iva e alla fatturazione che deve essere approvata entro il 31/12/2012, ma è in arrivo un libro verde sull’Iva ‘verso un sistema dell’Iva più semplice, solido ed efficiente’.