Mauden si lega a Dpcs per crescere

Mauden(Roberta_Viglione)

di Redazione LineaEDP

La relazione commerciale esistente diventa partecipazione, con l’obiettivo di creare una realtà a tutto tondo nell’offerta di hardware, software e servizi



“Il mercato è cambiato, non basta più avere soltanto competenze nell’hardware”. Così Roberta Viglione, presidente di Mauden, ha sintetizzato i motivi che hanno ispirato l’avvio di una fusione aziendale con Dpcs, già partner della società, e attiva nell’area del software e dei servizi. System integrator con 23 anni di vita e circa 30 milioni di euro di fatturato, Mauden ha già acquisito una partecipazione del 20% nel capitale di Dpcs (Data processing consulting services) con la prospettiva di arrivare tra 12 mesi alla fusione societaria.

L’obiettivo strategico di Mauden – condiviso dall’attuale management di Dpcs – è rafforzare l’azienda nella copertura del mercato mainframe. Un mercato che promette di tornare a muoversi con la recente introduzione da parte Ibm della nuova famiglia di sistemi modulari zEnterprise Enterprise Systems.

“Una importante opportunità di mercato, ma solo per chi sarà in grado di offrire anche servizi e competenze a tutto tondo, che riguardano anche i sistemi aperti – precisa Viglione -. Una condizione essenziale per restare nel mercato e continuare a crescere fino all’obiettivo che ci siamo dati di arrivare a 50 milioni di euro entro il 2012″.

Con un organico di 50 persone e attività suddivise tra servizi (70%) e software (30%), Dpcs ha competenze complementari a quelle di Mauden in ambito infrastrutturale e data center. In preparazione della fusione e per sviluppare già oggi migliori sinergie, Mauden ha annunciato la creazione una divisione Servizi, sotto la responsabilità del suo amministratore delegato Giuseppe Belardinelli.

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