I tre elementi chiave da considerare quando si passa al cloud ibrido

Le imprese avranno sempre un mix di asset fisici e virtuali. Un modello di cloud ibrido, dunque; ma come svilupparlo correttamente? Verizon ha la risposta

Sono poche le imprese che migrano al cloud in maniera completa. La migrazione dei carichi di lavoro avviene gradualmente, soprattutto per le applicazioni “core” che sono complesse e richiedono pianificazione e tempo per una migrazione sicura. Inoltre, ci saranno sempre alcuni carichi di lavoro che non potranno mai passare al cloud – sia perché si tratta di legacy system, i cui costi per la migrazione sono proibitivi, o semplicemente perché non sono adattabili alla struttura del cloud.

Ciò significa che le imprese avranno sempre un mix di asset fisici e virtuali. Un modello di cloud ibrido, dunque; ma come svilupparlo correttamente? Secondo Alfonso Correale – Group Sales Manager, Southern Europe di Verizonsono tre gli elementi chiave da prendere in considerazione per raggiungere l’obiettivo:

1. Il Data Center del Cloud Provider. Se gli asset fisici sono rilasciati nel data center del cloud provider, diventa fondamentale conoscerne gli elementi quali la sicurezza fisica, le regole di accesso, gli audit e le certificazioni, la potenza e la capacità di raffreddamento, di espansione e le operazioni di rete;

2. Applicazioni cloud e sicurezza della rete. Pianificare in modo chiaro la sicurezza dei diversi servizi (fisici e virtuali) è fondamentale. La pianificazione deve includere le attività che analizzano il modo in cui i dispositivi fisici sono protetti e collegati alla piattaforma cloud multi-tenant. Inoltre, è importante assicurarsi che i dispositivi fisici e virtuali siano collegati in modo tale che il traffico del cliente sia sicuro e che eventuali anomalie siano monitorate. Infine, l’azienda deve conoscere il limite oltre il quale finiscono le responsabilità del cliente e iniziano quelle del provider;

3. Assistenza on-site presso il data center. Se un’azienda implementa una soluzione ibrida presso un data center del proprio cloud provider, deve considerare anche fattori quali la gestione e l’assistenza on-site. Spesso, le imprese gestiscono da sé le risorse (fisiche e virtuali), ma è utile sapere che il cloud provider sarà in grado di fornire assistenza qualificata in caso di necessità.

In conclusione, poiché un numero sempre più crescente di aziende migrano i propri carichi di lavoro su cloud – costruendo di fatto la propria soluzione di hybrid cloud – è necessario considerare dunque elementi quali il data center del cloud provider, la disponibilità di assistenza e applicazioni e la sicurezza di rete. Sono questi gli elementi chiave per un perfetto sistema It ibrido che sia flessibile, scalabile e sicuro.