Il 90% dei business leader investe in risorse per gestire meglio la sicurezza di server, pc e laptop. E oltre metà degli intervistati estende la sicurezza anche agli smartphone ed altri dispositivi tecnologici, con l’intenzione di aumentare la spesa in quest’area.

Sono i principali risultati di un’indagine di Ibm condotta su circa 300 responsabili di information technology in merito alle iniziative attuate dalle loro aziende per la sicurezza degli endpoint. Pubblicato in occasione del Pulse 2011 di Las Vegas lo studio ha rivelato che sebbene il 73% degli intervistati consenta a endpoint non tradizionali, quali dispositivi mobili o tablet, di collegarsi alle reti aziendali, il 36% ritiene che questi dispositivi non siano adeguatamente protetti e vorrebbe che la propria azienda investisse di più nella gestione della sicurezza di smart phone, sistemi Pos e altri dispositivi intelligenti.

Quasi il 40% ha indicato che la propria azienda prevede di aumentare l’investimento nella sicurezza, per gestire e proteggere gli endpoint non tradizionali. L’80% si aspetta che la propria organizzazione aggiunga nuovi endpoint alla rete nel 2011. Anche se la grande maggioranza (72%) afferma che pc e laptop sono gli endpoint che rappresentano il maggiore pericolo per la sicurezza It della loro azienda, gli smart phone e i tablet sono considerati una minaccia in crescita. Il 33% riconosce che l’impossibilità di avere visibilità su tutti i propri endpoint rappresenta la maggiore preoccupazione per la sicurezza.