Big data: bene le imprese italiane

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I manager italiani sono soddisfatti dell’apporto che i big data offrono al loro business: lo sostiene la ricerca condotta da Accenture, “Big succes with Big Data”, condotta su un campione di 4.300 manager di aziende operanti in 19 Paesi, tra cui appunto anche l’Italia. Il 96% dei dirigenti della penisola è soddisfatto del contributo di questa risorsa, e il 46% ha riscontrato un incremento di nuove fonti di reddito. La soddisfazione dei nostri dirigenti è mediamente più alta rispetto a quella dei loro colleghi stranieri, che si ferma al 92%.

Le tipologie di imprese che beneficiano dei big data sono varie: tra le testimonianze, due paiono dei campioni interessanti. La prima è quella di un provider di telecomunicazioni giapponese, che offre alle aziende di servizi una piattaforma per raggiungere possibili clienti con avvisi in tempo reale su smartphone. La seconda è rappresentata da una società inglese del settore delle utilities, che elabora dati provenienti da sensori inseriti nelle tubature dell’acqua, monitorandone lo stato e anticipando eventuali guasti o perdite.

Una dimostrazione dei vantaggi riscontrabili pressoché ovunque, con una corretta implementazione di questo strumento. Oltre il 60% dei manager a livello internazionale dichiara di averlo già fatto, mentre solo il 4% afferma di non averne ancora completato l’attivazione. Il 36%, invece, non ha ancora messo in atto alcun progetto.

Gli obiettivi per cui i manager italiani si servono dei big data sono principalmente tre: il 92% per trovare nuove fonti di reddito, l’84% per acquisire e fidelizzare clienti, il 78% per sviluppare nuovi prodotti e servizi. Le aziende stanno riscontrando dei risultati positivi soprattutto nel perfezionamento del rapporto con la clientela: il 56% dichiara dei progressi nella customer experience (56%) e nell’acquisizione di nuovi acquirenti (46%). Ma ci sono ancora alcuni ostacoli da superare: a livello internazionale, le barriere più alte sono la sicurezza (51%) e il budget, insufficiente per il 47%. Un dato che invece differenzia i dirigenti italiani dai colleghi all’estero è la mancanza di competenze adeguate: solo per il 20% è un problema, in confronto al 41% dei manager stranieri. La formazione specifica è comunque un fattore da non trascurare e in buona parte dei casi, circa il 38%, è già predisposta e affidata prevalentemente a consulenti esterni.

Una volta minimizzati gli ostacoli e sviluppati progetti sui big data, sarà utile seguire alcuni consigli, il più scontato dei quali – ma quello forse più difficile da rispettare – è stare continuamente al passo con l’innovazione tecnologica. Al fine di crescere è poi necessario testare un progetto su un’area ristretta del business, estendendolo se funziona.

I risultati dettagliati dell’indagine sono consultabili sul sito di Accenture, dove sarà anche possibile seguire la presentazione live dello studio da parte di Narendra Mulani e Vince Dell’Anno, responsabili mondiali di Accenture Analytics.