Connected Police Officer: il futuro delle forze dell’ordine

Smartglasses, palmare, radio e cintura intelligente permetteranno all’agente di essere più efficiente. Non si tratta di fantascienza ma di un futuro molto vicino

La proliferazione di dispositivi mobile ed indossabili non è soltanto un fattore che riguarda il mondo consumer, ma sempre più imprese e pubbliche amministrazioni si stanno digitalizzando per essere più efficienti. Ma cosa succede quando le nuove tecnologie e i device di ultima generazione entrano nel mondo della polizia? A spiegarlo è Motorola Solution che a Milano ha presentato come potrà evolvere il lavoro degli agenti operativi sulle strade di ogni città del mondo.

A caratterizzare il poliziotto 2.0 è innanzitutto l’elevata integrazione tra i vari dispositivi portati ed indossati, device che da una parte comunicano tra di loro e dall’altra garantiscono il costante collegamento con la centrale operativa. Il Connected Police Officer unisce così comunicazioni voce e video, individuando automaticamente i dati provenienti dagli svariati sensori utilizzati (GPS, accelerometri, audio e contatti).

Connected police officer

Occhiali intelligenti 

Guardando l’immagine, a colpire sono subito gli occhiali. Non si tratta dei famosi Google Glass, ma bensì degli smartglasses Recon personalizzati da Motorola. Questi occhiali intelligenti presentano un heads up display attivabile sia dalla radio tramite Bluetooth che dal palmare utilizzato dall’agente (ne parleremo dopo). Sulla lente destra compariranno informazioni quali: cambiamento di canale e volume; esaurimento e basso livello della batteria; funzionamento sotto copertura; ID push-to-talk in entrata; messaggi in arrivo, ma anche foto e video. L’agente può così mantenere lo “sguardo avanti”, senza dover distogliere neppure per un secondo l’attenzione da quello che sta facendo. In più, attraverso una sorta di mini mouse posizionato sul lato destro dell’occhiale, il poliziotto 2.0 può comunicare con la radio e attivare la chiamata sia con la centrale operativa che con gli altri agenti. Per parlare ed ascoltare, il connected police officer non dovrà staccare la radio dalla cintura e portarla all’orecchio: altoparlante e microfono sono infatti collocati sugli occhiali.
Questo però non è tutto: oltre che occuparsi di fonia e dati, gli smartglasses Recon, grazie ad una videocamera integrata, permettono infine di poter registrare filmati che possono essere trasmessi o successivamente utilizzati per fornire prove legali.

Connected police officer

Cintura connessa

Il connected police officer disporrà inoltre di una cintura intelligente connessa con alcuni dispositivi biometrici che monitorano gli standard vitali del poliziotto. È così possibile poter segnalare o ricevere informazioni del corpo e, in caso di necessità, la centrale operativa da remoto potrà attivare i soccorsi in real time.
Inoltre, nel caso dovesse essere sganciata la pistola dalla fondina, verrà in automatico inviato un allarme alla centrale operativa che potrà attivare la telecamera posta negli smartglasses e verificare quello che sta effettivamente accadendo.

Comunicazione integrata

Tutti questi dispositivi sono collegati tra di loro tramite il palmare LEX755, un dispositivo Android 4.4.2 KitKat che, oltre che eseguire le funzioni classiche degli smartphone, permette di rendere l’agente paperless: l’invio di multe, l’accesso ai dati dell’autovelox e la scansione delle targhe avviene proprio attraverso questo dispositivo. Per quanto riguarda la connettività, il palmare si collega sia alle reti private (quelle della polizia per intenderci) che alle LTE pubbliche, così da rendere l’agente sempre online.

Altri wearables

L’utilizzo di dispositivi intelligenti da parte dei connected police officer non si ferma qui. Motorola solution, grazie ad alcune partnership strategiche, sta lavorando per la realizzazione di nuovi dispositivi tecnologici indossabili come magliette, anelli e braccialetti.

Le forze dell’ordine hanno così a disposizione una serie di strumenti utili a migliorare la propria efficacia, soprattutto perché, fino ad oggi, agire, parlare con i colleghi e registrare filmati non era possibile farlo contemporaneamente.

Quando sarà operativo il connected police officer? A partire dalla prossima primavera, anche se nel frattempo partiranno i primi test presso la polizia americana