[section_title title=Previsioni 2015: parte due]

4. Il Software Defined Storage collegherà cloud pubblico e privato
Il Software Defined Storage (SDS), con la possibilità di essere installato su una varietà di hardware e supportare importanti funzionalità di automazione, estenderà la sua portata alle implementazioni cloud e costruirà un data fabric che si estenderà su cloud pubblici e privati. Il SDS fornirà alle applicazioni gli strumenti per accedere ai dati in modo uniforme in tutti i cloud e semplificherà gli aspetti di gestione dei dati relativi alla migrazione delle applicazioni esistenti verso il cloud. Il SDS per l’object storage avrà una funzione di collegamento tra object repository cloudon-premise e su cloud. Le efficienze dello storage in alcune offerte di software-defined storage, come Cloud ONTAP, riducono inoltre il costo dello spostamento di dati da e verso il cloud pubblico e della memorizzazione di dati attivi nel cloud pubblico per lunghi periodi di tempo.

5. Docker sostituirà l’hypervisor come contenitore per applicazioni scale-out
Dal momento che le nuove applicazioni per SaaS o per i casi di utilizzo enterprise su larga scala sono scritte utilizzando un modello scale-out basato su micro-service, i contenitori dell’applicazione Docker si sono dimostrati più efficienti in termini di risorse rispetto alle macchine virtuali con un sistema operativo completo. Tutti i principali sistemi di orchestrazione VM ora supportano Docker e nel 2015 assisteremo alla nascita di un solido ecosistema per la gestione dei dati e altri servizi.

6. L’infrastruttura iper-convergente è il nuovo server di calcolo
I prodotti dell’infrastruttura iper-convergente (Hyper-converged Infrastructure – HCI) stanno diventando il nuovo server di calcolo del direct-attached storage (DAS). Il calcolo nei data center tradizionali consiste in blade o scatole in rack che hanno CPU dedicate, memoria, I/O e connessioni di rete, ed eseguono decine di macchine virtuali. Sia HCI sia EVO di VMware permettono di condividere DAS locali attraverso alcuni server, rendendo l’unità di calcolo più resiliente, mentre ai dati maggiormente condivisi si accede tramite LAN o SAN. A partire dal 2015, la nascita dello storage a stato solido, un utilizzo più diffuso dei protocolli di rete per l’accesso diretto alla memoria a distanza (remote direct memory access – RDMA) e le nuove interconnessioni guideranno un modello di calcolo in cui i core, la memoria e gli IOPS di storage saranno integrati in un fabric a bassa latenza che farà in modo che si comportino come un unico sistema rack.