Tutti verso il cloud, ma in modo un po’ confuso. Secondo una ricerca di Easynet Global Services, sono molte le organizzazioni che si stanno affrettando ad adottare soluzioni cloud senza un piano chiaro che garantisca che le esigenze di business vengano pienamente soddisfatte.

Lo studio, condotto su 800 Cio e senior It manager in otto nazioni europee, Italia compresa, ha portato alla luce che quando si tratta di pianificare la transizione al cloud computing esiste una generale discordanza di opinione tra quelli che sono i benefici di business attesi, i piani per gli investimenti futuri e i criteri di misurazione del ritorno sugli investimenti.

Secondo poco più della metà degli intervistati (51%) – 44% nel nostro Paese – la riduzione della spesa It è stata la motivazione principale del loro processo decisionale per progettare di spostare applicazioni, dati e servizi su un ambiente cloud.
La maggioranza degli intervistati (55%) – 56% in Italia – ha menzionato i risparmi sui costi tra i vantaggi più significativi dati dall’adozione della nuvola.

Oltre a questo, più di due quinti degli intervistati (45%) – 36% nel nostro Paese – hanno dichiarato che la possibilità di accedere alle informazioni e ai dati aziendali da qualunque postazione sarebbe stato certamente un vantaggio importante a seguito del trasferimento delle loro applicazioni di business sul cloud.

Quando poi è stato chiesto se erano stati pianificati maggiori investimenti nelle tecnologie cloud nei prossimi 12 mesi, quasi la metà degli intervistati (49%) ne ha dato conferma, e ben più della metà in Italia (60%).

La nuvola è sulla bocca di tutti, ma solo un terzo degli intervistati (31%), cifra che sale al 38% in Italia, ha la convinzione di poter misurare con precisione il Roi nei progetti di transizione.

La nuvola piace, se ne comprendono gli effetti positivi, ma senza avere cifre che lo possano provare. Ai Cio sembra manchino gli strumenti o comunque le possibilità di offrire una piena valutazione dei costi della transizione.