La newco per la rete di nuova generazione, Ngn, si chiamerà FiberCo. Sarà una società pubblico-privata ed entro il 2020 dovrà raggiungere almeno il 50% delle unità immobiliari con la fibra ottica end-to-end.

Questo afferma il documento Romani che non prevede interventi nelle aree in cui gli operatori hanno già in programma delle loro azioni. Per passare dal rame alla fibra è prevista una migrazione forzata sul modello del digitale terrestre con addirittura delle penali di 210 euro per unità abitativa in caso di ritardo.

L’architettura prevista è il Gpon sponsorizzato da Telecom Italia e il point-to-point, più costoso che piace agli altri operatori. E’ previsto l’accesso alla rete per i singoli utenti a fronte di un canone mensile. Al momento si ipotizza una tariffa wholesale di 9,28 euro più 2 euro per il periodo di realizzazione dell’infrastruttura.

Gli ultimi piunti sono più tecnici e prevedono un indennizzo per singola linea migrata da riconoscere a Telecom ancora da quantificare e il conferimento della rete in rame di Telecom a FiberCo, con un diritto di riacquisto (una call).

Per ora c’è solo la risposta dei piccoli azionisti di Telecom Italia che contestano l’intervento “neodirigistico del Tavolo ‘Romani‘ che mira a vincolare le strategie di Telecom Italia per lo sviluppo delle reti di nuova generazione.

Secondo gli azionisti l’intervento ‘appare illegittimo perché si pone in palese contrasto con primari valori costituzionali, in particolare per quanto concerne l’introduzione di misure fortemente limitative della libertà dell’iniziativa economica‘.