In cima alla lista dei timori legati a questo tipo di attacchi c’è quello di perdere opportunità di business. Ma molto dipende anche dal settore di appartenenza

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Il 2015 è l’anno degli attacchi DDoS, cresciuti in dimensioni, aggressività e frequenza. Il loro scopo è quello di permettere a competitor senza scrupoli, estorsori o comuni vandali informatici di giungere ad informazioni cruciali per il business. La paura più grande per le aziende è ravvisata nelle perdite di tipo economico e reputazione correlate a questo tipo di attacchi.

Da una recente ricerca condotta da Kaspersky Lab e B2B International è emerso che il 26% delle aziende considera la perdita di opportunità di business, ovvero la perdita di contratti o di operazioni quotidiane che garantiscono dei guadagni, la conseguenza più spaventosa di un attacco DDoS, seguita subito dopo dai danni alla reputazione (23%). Un’esperienza negativa per un cliente o un partner, infatti, potrebbe escludere la possibilità di futuri contratti o vendite. Al terzo posto, menzionato dal 19% degli intervistati, troviamo invece il timore che l’impossibilità di accedere al servizio contribuisca a far perdere anche i clienti che già lo utilizzano. Ad essere spaventati dai problemi tecnici è solo il 17% degli intervistati che teme di dover utilizzare sistemi di back-up per mantenere online le operazioni, mentre il 14% si è detto più preoccupato dei costi necessari per combattere l’attacco e ripristinare il servizio.

La visione delle conseguenze degli attacchi DDoS sono influenzate anche dal settore di appartenenza: ad esempio, le aziende industriali e delle telecomunicazioni, così come le aziende di e-commerce e di utilities ed energia, temono maggiormente i danni alla reputazione, mentre nel settore dell’edilizia e dell’ingegneria ci si preoccupa di più del costo dell’installazione dei sistemi di back-up, probabilmente in virtù del fatto che le aziende di grandi dimensioni affrontano spese più alte per questo genere di sistemi.