Bocciata la norma che voleva permettere di frugare nei computer dei cittadini sospettati di reati. Se ne riparlerà, dopo un’attenta riflessione, all’interno del provvedimento delle intercettazioni già in esame in commissione

Matteo Renzi

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha chiesto e ottenuto lo stralciamento della norma relativa alle intercettazioni da remoto del tanto discusso decreto legge antiterrorismo.
La decisione arriva dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dal Garante della privacy Antonello Soro e dopo le perplessità espresse anche da Stefano Quintarelli.
La norma, presente nel primo articolo della legge all’esame della Camera, è stata quindi bocciata e non sarà possibile “intrufolarsi” nei computer dei cittadini sospettati di reati, come molti avevano paventato.

Si tratta – hanno spiegato da Palazzo Chigi – di un tema delicato e importante che riguarda diritti, privacy e sicurezza e che verrà affrontato in maniera più complessiva all’interno del provvedimento sulle intercettazioni già in esame in commissione.
Come auspicava Soro “abbiamo la necessità di contemperare le esigenze di sicurezza nella lotta al terrorismo con quelle di tutela della privacy – ha commentato il viceministro Filippo Bubbico in aula – e per questo motivo è utile approfondire il confronto e la riflessione sulle intercettazioni telematiche da remoto”. Rimarrà dunque ferma la volontà del Governo su un rafforzamento delle misure di prevenzione e contrasto al terrorismo ma solo dopo un’attenta e calibrata riflessione che cerchi di tutelare contemporaneamente sia il diritto alla privacy che quello alla sicurezza, entrambi principi fondanti di uno Stato democratico.