Autodidatta, riservato, defilato: ecco chi è Otherwise, “primula rossa” di Anonymous

Il Sindaco del Paese di Fabio Meyer, finito in carcere martedì scorso, ci ha raccontato in esclusiva chi è il ragazzo e come ha reagito la comunità di fronte alla notizia

Stupore, incredulità, sconcerto, ma anche fatica a capire che cosa è veramente successo e quali sono i veri motivi che hanno portato all’arresto del giovano Fabio Meier, 27 anni, residente a Cercino, un paesino di nemmeno mille abitanti che sorge sulla soleggiata costiera dei Check, alle porte della Valtellina, terra nota per i suoi vini, le sue prelibatezze gastronomiche, per le sue località sciistiche e termali, ma che è balzata di recente agli onori della cronaca per fatti ben più gravi.

La vicenda è ormai nota: Meier altri non sarebbe che Otherwise, hacker di rilievo a livello internazionale, una delle famose “primule rosse” di Anonymous, che si è reso protagonista di attacchi a importanti enti come il Ministero della Difesa o alle Biglietterie di Expo. L’arresto è arrivato nella notte di martedì e da allora la Comunità si è stretta attorno alla famiglia, mentre le indagini proseguono a tappeto.

Di che tipo fosse Meier e della reazione del Paese alle clamorose notizie di questi giorni abbiamo parlato con Michela Parravicini, Sindaco di Cercino, che mentre si prepara alle ormai imminenti elezioni amministrative del 31 maggio, ha trovato il tempo per scambiare due battute con la nostra redazione.

Allora Michela, che tipo era Fabio Meier?
Conosco direttamente piuttosto bene la famiglia, in particolare il fratello, mentre con Fabio ho avuto modo di parlare solo due o tre volte. L’impressione che mi sono fatta di lui è che si tratti di un ragazzo riservato, tranquillo, che non si è mai reso protagonista di bravate o atti pseudoeclatanti. Non ho avuto mai modo di parlare con lui, nemmeno per questioni comunali, se non di recente per la sua attività di Digital Champion, per la quale si spendeva al fine di introdurre l’opensource nelle pubbliche amministrazioni e aiutare sia le pmi che i privati cittadini a capire i vantaggi economici riguardanti la sicurezza di questo mondo.
E’ risaputo che Fabio è molto bravo con il computer, credo anche che sia un autodidatta su questo fronte perché non mi risulta abbia mai intrapreso un percorso scolastico che gli abbia dato questo tipo di formazione.

Ma Fabio è uno studente o un lavoratore?
Da quello che so Fabio ha concluso il suo percorso di studi con la formazione superiore, quindi è già inserito all’interno del mondo del lavoro, anche se ultimamente pare fosse disoccupato.

Come in molti casi balzati agli onori della cronaca, spesso i protagonisti sono degli insospettabili. E’ questo anche il caso di Fabio?
Per come lo conosco io e le persone vicino a me, Fabio era assolutamente al di fuori di qualsiasi sospetto. Mi è sempre sembrato un ragazzo normalissimo, tranquillo. Conosco la famiglia e i genitori: sono davvero delle brave persone, la classica famiglia normale come se ne trovano tante in Valtellina. Nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. C’è anche da dire che si tratta di argomenti un po’ fuori dalla nostra portata. La gente in questi giorni mi ferma per strada e mi chiede cosa ha fatto il ragazzo, ma nessuno riesce a capire a fondo cosa sia successo, si sa solo che ha compiuto una “qualche magagna con il computer” ma quasi nessuno all’interno della Comunità ha realmente compreso a fondo i motivi che hanno portato all’arresto di Meier, proprio perché si tratta di tematiche abbastanza complesse, per comprendere le quali è necessario un certo tipo di background tecnico.
Quello che è chiaro è che si tratta di una cosa grave.

Quindi non sapete neanche che tipo di notizia ha diffuso/rubato?
No, so anche io quello che abbiamo tutti letto sui giornali. Non abbiamo avuto modo di approfondire la notizia.

Infine… come ha reagito la comunità? Il ragazzo viene già additato come una sorta di delinquente o si sono schierati attorno a lui e alla famiglia?
A prevalere è l’incredulità. Nelle piccole comunità come la nostra è sufficiente sentire la parola arresto per stringersi attorno ai genitori, che sono veramente delle persone squisite. Per quanto riguarda quello che ha fatto Fabio credo che sia difficile inquadrare il reato, quello che davvero ha compiuto. Si è capito dai giornali che la situazione è piuttosto grave, che c’è dietro qualcosa di importante.
Per ora a prevalere è il dispiacere nei confronti della famiglia, benvoluta in tutto il Paese.