Ibm è un’azienda che crede nell’innovazione: negli ultimi cinque anni ha investito 30 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo e ha seguito una politica di arricchimento del proprio portfolio che l’ha portata ad acquisire 116 brand da inizio 2000. Il 50% degli investimenti interni e i 2/3 delle acquisizioni riguardano la parte software, che per l’azienda costituisce ormai il vero “motore della trasformazione”. Nel mondo, Ibm conta 35mila sviluppatori software e 80 laboratori, mentre in Italia le persone impiegate su questo fronte sono più di mille. Un commitment che sta alla base del peso sempre maggiore ricoperto dal software sul totale degli utili a livello corporation: si è passati infatti dal 25% nel 2001 al 44% nel 2010 e si prevede che nel 2015 la quota salga al 50%.

 

Paolo Degl’Innocenti, che da luglio ricopre il ruolo di vice president Software Group Ibm Italia dopo una pluriennale carriera in azienda, ha fatto il punto su risultati, trend e strategie future della sua divisione. Ed è partito con un grande annuncio che riguarda la corporation: «A partire da gennaio sarà operativa in Italia così come nel resto delle altre country, una nuova divisione dedicata esclusivamente alla sicurezza. Riteniamo in fatti che la protezione dei dati e dei sistemi abbia bisogno di un approccio olistico e di una leadership unica».

Se la sicurezza costituisce una priorità per il 2012, Ibm ha anche le idee molto chiare sulle aree di investimento per quanto riguarda il Software Group: business analytics & optimization, social business, smarter commerce.
La visione che la multinazionale ha dei pacchetti analitici è molto chiara: «La business analytics – ha dichiarato Degl’Innocenti –  è molto più della tradizionale business intelligence descrittiva, che racconta cosa è accaduto in passato. Comprende anche le competenze predittive, che effettuano previsioni e delineano scenari, e competenze prescrittive, che permettono di indicare linee di azione per raggiungere gli obiettivi aziendali. La Bi, insomma, è soltanto la punta dell’iceberg».
Alla luce di queste considerazioni, Ibm sta costruendo un solido portafoglio di soluzioni di analitica avanzata e negli ultimi 5 anni ha investito più di 14 miliardi di dollari in 25 acquisizioni (le più recenti, nel 2011, riguardano i2 e Algorithmics).

 

Con social business, invece, Ibm intende un’ampia gamma di funzionalità applicative per la collaborazione e l’interazione tra persone che – mutuate dal web pubblico – possono essere implementate in modo integrato all’interno dei confini organizzativi aziendali. La soluzione proposta dal vendor è modulare, basata su tecnologie aperte, integrabili con il resto del sistema informativo aziendale. Si appoggia allo strato di posta elettronica di base e offre vari servizi collaborativi: la chat e le web conference, la condivisione intelligente di file e documenti, la gestione di attività e progetti di gruppo, i forum di discussione e, naturalmente, blog e wiki che rappresentano i modelli più diffusi oggi per la redazione di pagine web.

 

Infine, smarter commerce fa riferimento a una piattaforma software e una practice di servizi di consulenza con l’obiettivo di aiutare le aziende a indirizzare in modo integrato le singole fasi del ciclo di vita commerciale, ovvero i nuovi modi di acquistare, vendere e garantirsi una maggiore fedeltà da parte dei clienti nell’era del mobile e dei social network. «La vera forza dello Smarter commerce – ha sottolineato Degl’Innocenti – è la possibilità di gestire i dati destrutturati attraverso software intelligenti per ripianificare le operazioni di marketing dopo averne stimato il Roi. Una ricerca che abbiamo condotto di recente, evidenzia proprio come i chief marketing officier riconoscano l’importanza di queste informazioni, ma non si ritengono preparati nel gestirli e trarne vantaggi».

 

Il manager ha poi concluso con alcune previsioni di bilancio e un ultimo importante annuncio: «Riteniamo che queste tre aree strategiche cresceranno in Italia del 50% e peseranno sugli utili della divisione software per il 25. Per chiudere, c’è una novità che riguarda la distribuzione: abbiamo fatto una razionalizzazione del nostro canale, che ci ha portati oggi ad avere due rapporti di full-distribution con Computer Gross Italia e Techdata e un distributore, Itway, sulla parte Oem».