Oracle rileva come la richiesta di questi servizi arrivi dalle divisioni aziendali piuttosto che dall’It

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La rivoluzione dell’as-a-service è nata con l’avvento del cloud e ormai sono diverse le imprese che propongono questi tipi di servizi. Ma l’offerta più estesa e dettagliata al mondo di soluzioni SaaS, PaaS e IaaS rimane quella di Oracle che, attraverso il suo Executive Chairmain Larry Ellison, ha recentemente annunciato il lancio di 24 nuovi servizi volti a rafforzare ulteriormente l’Oracle Cloud Platform. Numeri questi che si vanno a sommare ai circa 200 nuovi moduli presentati lo scorso anno e alle altamente probabili future release.

L’obiettivo della società americana è pertanto quello di fornire ai clienti una piattaforma completa e ingrata che permetta loro di creare le applicazioni di cui hanno bisogno, migliorare le soluzioni già in uso e trasferirle facilmente in cloud –  senza modifiche applicative –  quanto è on-premise. Il tutto favorendo lo sviluppo del cloud ibrido che secondo Ellison “è la naturale essenza della nuvola. Per questo cloud e on premise saranno sempre di più integrati e intercambiabili”.

Un concetto ribadito anche da Luigi Scappin che in qualità di Technology Sales Consulting Director di Oracle ha dichiarato come l’azienda americana punti ad aiutare i clienti attraverso una strategia incentrata su tre pilastri: cloud ibrido, digital platform e All Data. Il tutto mettendo a disposizione una piattaforma che fornisce elevata flessibilità agli utenti che possono così scegliere i bulding block più adatti alle loro esigenze, combinarli a loro piacimento o semlicemente sostituirli. “Le imprese possono finalmente intraprendere la strada verso l’innovazione con un rischio ridotto e costrurisi soluzioni altamente personalizzate” ha spiegato Scappin, che ha anche sottolineato come sia proprio la flessibilità a fornire il vero vantaggio alle imprese.

Rispetto al passato, a portare innovazione all’interno delle organizzazioni non è più soltanto l’It stesso, ma anzi, sono le diverse divisioni che utilizzano il proprio budget per adottare soluzioni tecnologiche in risposta alle sfide sempre crescenti del mercato” ha aggiunto Scappin che però ritiene ancora fondamentale il ruolo dell’It, definito lo “zoccolo duro della trasformazione digitale”.

In riferimento all’Italia si assiste ad una crescita molto interessante dell’adozione di servizi PaaS che hanno superato addirittura le ottime percentuali (circa 40%) registrate complessivamente da Oracle per questo tipo di soluzioni nel corso del 2014.

E’ molto ampio il bacino di imprese italiane che ha deciso di affidarsi ai servizi PaaS: dalle grandi imprese a quelle piccole, ma soprattutto coloro che fino ad oggi avevano al loro interno poco It. – ha spiegato Scappin – Questo perchè ogni impresta sta diventando un’azienda digitale”.