Il lato umano dell’Internet of Things

Cosimo Palmisano al recente Meet IoT, ha illustrato l’approccio all’Internet of Things che ha consentito a Decisyon di espandersi in 11 paesi del mondo

L’Internet of Things non è fatto dai sensori e dalle raccolte di big data, ma da milioni di persone: professionisti, fornitori, clienti, team che devono poter prendere decisioni sui processi di produzione collaborando attorno ai dati forniti dalle macchine“. Questo è il cuore dell’intervento che Cosimo Palmisano, VP Product Decisyon, ha tenuto a Torino a Meet IoT in occasione del panel Manufacturing, dedicato alle modalità con cui l’Internet of Things può sviluppare i processi di produzione nel futuro.

L’approccio di Cosimo Palmisano nasce dall’esperienza nell’analisi dei dati dei social: le sue soluzioni di Social CRM mettevano in relazione le richieste, le azioni, le condivisioni dei fan di un brand sui social network con le informazioni che questo brand aveva raccolto sui suoi clienti presso il punto vendita. Il confronto dei dati consentiva di riconoscere le caratteristiche di nuovi potenziali clienti sui social e di raggiungerli con una strategia di marketing ad hoc.

Questa esperienza ha generato una nuova concezione del dato: “Il dato o è in rapporto o non serve. I dati prodotti dalle macchine di un impianto di produzione manifatturiero non possono essere lasciati a se stessi in un foglio excel o in un sistema di Big Data Analytics che offre un quadro dello stato dell’impianto” affermaCosimo Palmisano. “Occorre che siano anzitutto messi in relazione con i dati del passato e con le e-mail o altri tipi di contenuti non strutturati generati dagli operatori. Poi dovranno essere condivisi tra professionisti all’interno dell’azienda per lavorare su di essi in modo collaborativo, prendere decisioni ed eseguire modifiche sui processi di produzione in corso.”

Il dato reso condivisibile, comparabile, genera un nuovo modo più efficace di lavorare in team e di prendere decisioni: umanizza l’Internet of Things. Aggiunge infatti Cosimo Palmisano: “Secondo la nostra visione tecnologica l’unico ingrediente che può facilitare l’interoperabilità fra macchine è la collaborazione fra le persone. L’umanizzazione dell’IoT sarà l’ingrediente segreto che permetterà a clienti e team di lavoro di poter gestire tale complessità e facilitare il processo di connessione ed esecuzione fra strumenti costruiti con metodi e tecnologie diverse.”

Decisyon ha concretizzato il metodo dell’umanizzazione dell’IoT attraverso al propria piattaforma decision making, Decisyon 360, sviluppata a Latina: “Una piattaforma in grado di analizzare i dati forniti dall’hardware e permetterne un utilizzo collaborativo. Attraverso di essa abbiamo già sviluppato con partner e clienti decine di soluzioni P2P e M2P collegando, appunto, dati, dispositivi e persone“.

Nelle aziende farmaceutiche in cui opera, ad esempio, Decisyon raccoglie i big data prodotti dagli oggetti connessi all’interno degli impianti di produzione, li correla ai dati degli ERP e li elabora fornendo in tempo reale a manager ed operatori di linea le informazioni necessarie ed adeguate per discutere e prendere decisioni sulle attività in corso.
All’interno del progetto Pull Warehouse, dedicato ai magazzini degli impianti farmaceutici, Decisyon/Plant raccoglie le informazioni (pressione, temperatura etc) degli impianti produttivi del packaging connessi via internet e li rielabora per fornire così un quadro della produzione dei materiali necessari per il confezionamento dei medicinali.
All’interno poi dell’interfaccia di Decisyon, sviluppata in un’ottica social, le informazioni sono condivise tra gli operatori di magazzino e di produzione. Gli operatori possono così comunicare efficientemente sia per seguire le attività programmate che per gestire le eccezioni.
“La gestione dei processi aziendali passa così da social network composti da persone e dai loro oggetti in cui tutti si animano, collaborano e condividono”aggiunge Cosimo Palmisano. “E già facciamo esperienza dell’efficacia di queste soluzioni: Decisyon sta aiutando queste imprese a ridurre i propri costi e a espandere le loro attività, aumentando allo stesso tempo la soddisfazione e la fidelizzazione dei loro clienti.”

Il rapporto con i clienti e la sua capacità di migliorare i processi produttivi in tempo reale sono l’orizzonte di sviluppo futuro dell’Internet of Things che evolverà nell’Internet of Everything. Conclude Cosimo Palmisano: “Smart TV, smartphone, elettrodomestici, automobili diventeranno sociali, saranno amiche dei loro proprietari e  dialogheranno con le persone in social network composti da persone e dai loro oggetti.
Il nostro sogno, infatti, è che una persona che usa uno strumento qualsiasi di ogni giorno, collegato in rete, possa mandare in automatico un suggerimento di miglioramento e che nel più breve tempo possibile si metta in moto un processo industriale che gli permetta di vedere la sua idea implementata sugli scaffali,  vederci sopra anche il suo nome, e ovviamente ricevere il suo prodotto migliorato direttamente a casa.”