Anonymous scende in campo contro l’Isis

Anche l’Italia partecipa all’operazione che gli hacktivisti hanno lanciato contro i militanti del Califfato. “Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo”. Intanto i nostri avversari cominciano già a prendere le prime contromisure

Se i recenti attacchi di Parigi sono nell’intento dei terroristi uno dei primi atti di una guerra sanguinosa e senza esclusione di colpi contro l’Occidente e tutto quello che la nostra cultura incarna va però ricordato che nell’anno 2015 le guerre non si portano più avanti solo a colpi di kalashnikov e bombe. Oggi è il tempo anche della cyberwar: perché le informazioni passano per forza per il web, con i social network utilizzati a scopi propagandistici e per reclutare nuovi affiliati.

E chi meglio degli hacktivisti di Anonymous potrebbe mettere le sue armi al servizio del bene comune? Tanto osteggiati e temuti dai governi di tutto il mondo, ora i militanti del movimento si preparano a scatenare ondate di attacchi informatici contro l’Isis. Lo hanno affermato in un video postato online: un uomo che indossa una maschera di Guy Fawkes esordisce definendo i responsabili degli attacchi nella capitale francese come dei “parassiti” e prosegue poi lanciando un monito: “Stiamo andando a lanciare la più grande operazione contro di voi – afferma -. Aspettatevi molti attacchi informatici. La guerra è stata dichiarata. Preparata. Noi non perdoniamo e non dimentichiamo.

A partecipare all’operazione anche un gruppo di attivisti italiani: Vogliamo stanare i jihadisti, identificarli, consegnare le loro identità all’opinione pubblica perché vengano fermati prima che possano commettere altri massacri – commenta via chat alla Stampa il fondatore italiano di OpParis (questo il nome della campagna) -. Allo stesso tempo ne oscuriamo la visibilità online una volta tratte le informazioni necessarie”.

Di fronte a queste minacce i militanti del Califfato stanno già tentando di prendere le contromisure. Come? Con l’adozione di liste per bloccare in massa gli account associati ad Anonymous, ma anche con istruzioni che girano su vari fogli online per nascondere la propria presenza sui social.