La Business intelligence? Una priorità

Un’indagine di Axiante fra i responsabili It rivela che in molti non controllano la concorrenza

Controllare la concorrenza è importante, peccato che in molti non lo facciano. Secondo un’indagine condotta da Axiante, società di consulenza applicativa che opera nella Business intelligence e Corporate performance management, fra i responsabili Ict di 150 imprese medio-grandi del manifatturiero, commercio e servizi, il il 67% del campione, non ricorre mai a un confronto con i concorrenti e il 55%, non misura regolarmente la fidelizzazione dei clienti.
Il 90% delle aziende, però, utilizza regolarmente i processi di reporting e il 79% strumenti di pianificazione.

Le 150 aziende interpellate, di dimensioni medio-grandi, cioè con un fatturato dai 300 milioni in su, appartengono ai principali settori di attività, come quello farmaceutico, i beni di largo consumo, i servizi o prodotti industriali, e comprendono anche le filiali Italiane di gruppi internazionali.

Per quanto riguarda la prima area, quella del controlling finanziario, è emerso che circa il 90% delle aziende utilizza regolarmente processi di reporting. Il 40% delle aziende intende migliorare questi processi, per avere ulteriori dettagli (il 47%) e maggiore tempestività (il 31%): segno che le aziende hanno sempre più l’esigenza di “leggere” dietro ai numeri per comprendere meglio i fenomeni di mercato.

Significativi anche i dati relativi alla funzione di planning: il 79% delle aziende utilizza strumenti evoluti per operare un forecast su base mensile. La revisione di budget e obiettivi avviene nel 14% su base mensile, nel 36% dei casi ogni tre mesi e nel 30% dei casi ogni semestre: in sostanza, solo il 20% delle aziende è rimasto ancorato alla classica ripianificazione annuale del budget. “Il cambiamento, anche repentino, negli scenari di business è diventato una costante, e le aziende si sono abituate a ripianificare spesso per non farsi cogliere impreparate”, sottolinea Romeo Scaccabarozzi, presidente di Axiante. “Ecco perché si parla sempre più di Rolling Forecast, ovvero di previsioni continue, con le quali le aziende operano veri e propri aggiustamenti in corsa, rivedendo in continuazione i piani e le previsioni in modo che le scorte, gli investimenti, le risorse umane, e la finanza aziendale, possano essere riallineati al mutare del contesto competitivo”.

Ma è nell’ambito dell’area vendite e marketing che si notano alcune sorprese: come definire infatti la circostanza che il 67% delle aziende non utilizza alcuno strumento di benchmark rispetto ai concorrenti e che il 52% non misura regolarmente la fidelizzazione dei clienti?
Va un po’ meglio sul fronte del monitoraggio della fidelizzazione, visto che poco più di un’azienda su due controlla regolarmente l’opinione di cui gode presso i clienti.

Per quanto riguarda gli strumenti, i responsabili It delle aziende interpellate da Axiante non hanno molti dubbi: l’84% afferma che la Business intelligence costituisce una priorità principale per i prossimi 18 mesi. “Non è una novità – sottolinea Scaccabarozzi -, in quanto mai come nei momenti incerti quale quello che stiamo vivendo vi è la necessità di avere il maggior numero possibile di elementi per poter prendere decisioni corrette. E la sostanziale tenuta del nostro business come società di consulenza applicativa specializzata in Bi e Cpm, anche in un periodo di crisi, dimostra una volta di più come le aziende desiderino essere preparate all’appuntamento con la ripresa”.

Un ultimo dato scaturito dalla ricerca è quello relativo al Data Warehouse presente in azienda: nel 45% dei casi è stato realizzato da 4 o più anni, mentre il 25% risale a 3 anni fa. Non stupisce quindi che il 53% delle aziende intenda rivedere il proprio Data Warehouse nel corso del 2010.