Efficienza, imperativo dell’impresa globale

Quando si innesca la politica del “fare di più con meno”, l’It assume un ruolo sempre più strategico. Ne parla Cesare Mottola de Nordis, Ict director, Candy Hoover Group

Nell’attuale scenario competitivo, delocalizzazione produttiva, long sourcing e internazionalizzazione sono driver fondamentali di cambiamento, che si riflettono inevitabilmente, oltre che sui modelli di business, anche sui processi Ict. L’apertura di nuove filiali a livello globale, così come il procurement da fornitori remoti rispetto al posizionamento degli impianti produttivi, implica una revisione delle dinamiche organizzative: tra le vie possibili, l’approccio “think globally, act locally” permette di centralizzare i processi decisionali e demandare alle filiali l’execution delle direttive secondo le necessità locali.

 

In un’ottica di centralizzazione, le stesse logiche applicate a tutte le divisioni, dal marketing al finance, riguardano anche i sistemi informativi: la scelta dei framework tecnologici avviene a livello corporate e i team di tecnici nelle singole country hanno il compito di implementare e personalizzare le soluzioni, perché siano più funzionali alla realtà nazionale e conformi al sistema giuridico del Paese. Nonostante le risorse rimangano invariate, il perimetro geografico e il volume degli affari si espandono: inutile dire che anche la mole dei processi da supportare cresce a ritmi esponenziali e l’unica strada percorribile è quella di un forte efficientamento delle funzioni Ict.

 

In questo contesto, il Cio diventa una leva strategica per abilitare il nuovo assetto aziendale, ma spesso si scontra con la difficoltà di gestire e fare evolvere i sistemi e le applicazioni Ict esistenti a fronte di budget contenuti: ecco perché, proprio per superare il paradosso del “fare di più con meno”, le tecnologie open source rappresentano una valida alternativa, ricorrendo alle soluzioni proprietarie solo per applicazioni avanzate che richiedono una verticalizzazione spinta o per esigenze di integrazione con le applicazioni esistenti.

 

Un’altra chiave per allineare i sistemi informativi con le strategie di business risiede nella corretta gestione della domanda alle organizzazioni Ict: occorre, quindi, trovare un punto di accordo con il management in modo da stabilire le priorità di intervento, dando la precedenza ai progetti realmente strategici rispetto alle change request quotidiane che, pur sottendendo a un miglioramento, portano un incremento marginale nei risultati di business.

 

In altre parole, bisogna elaborare un processo di demand in cui i vertici, opportunamente sensibilizzati, costituiscono parte attiva e definiscono a priori i benefit derivanti da ciascuna iniziativa Ict, filtrando il flusso e razionalizzando di fatto il carico delle richieste. Le tecnologie web possono dare un aiuto concreto: ad esempio, tramite lo sviluppo di specifiche funzionalità della Intranet per tracciare e processare le richieste degli utenti in modo trasparente, aggiornando e coinvolgendo il business nelle varie fasi del progetto, dalla valutazione all’implementazione e al testing.

 

Ma razionalizzazione e risparmio non sarebbero obiettivi perseguibili senza un’apertura consapevole all’innovazione: i trend tecnologici emergenti rappresentano un’opportunità interessante per tagliare i costi Ict, a patto che vengano regolamentati da policy ben precise, soprattutto in materia di sicurezza.

 

di Cesare Mottola de Nordis, Ict director, Candy Hoover Group