Qualcosa si muove nelle aziende italiane. Almeno in quelle di certe dimensioni. Il web marketing si fa strada anche perché, in parallelo, l’infocommerce, l’abitudine dei consumatori di trovare informazioni in rete su prodotti e servizi senza che questo si traduca nell’acquisto online è ormai un comportamento consolidato.

La seconda edizione dell’osservatorio italiano sull’ebusiness, realizzato da eBit e Demoskopea, offre interessanti squarci di novità su un target formato da 301 aziende, italiane e filiali di multinazionali, con un fatturato medio di 400 milioni di euro.
Il gruppo, che comprende anche nomi come Barilla o utility come a2a, utilizza in media 6 strumenti di ebusiness rispetto ai 4 del 2008. Questo è solo uno dei dati in crescita rispetto alla rilevazione precedente che vede salire dal 59 al 68% l’invio di newsletter, dal 45 al 66% la gestione dei database (direttamente collegata alla prima attività) e dal 51 al 66% le attività di web marketing.

In netta crescita dal 27 al 43% le attività di community, mentre le ricerche di mercato online da 0 passano al 40%, il commercio elettronico dal 29 al 39% e gli acquisti online dal 31 al 37%. Gli strumenti utilizzati per dialogare con i clienti sono l’invio di Sms (dal 18 al 41%), un punto vendita interattivo o multimediale (18-39%), i siti per i cellulari (5-21%), concorsi via Sms (17-18%), l’utilizzo del Bluetooth per inviare messaggi pubblicitari (2-6%). Si riduce invece dal 65 al 23% il numero di aziende che non hanno utilizzato nessuno di questi strumenti.

Prende piede anche l’attività nelle community con il 43% delle imprese impegnato su Facebook o altri luoghi della rete. Il 61% è presente sui social network con un profilo aziendale, il 52% ha creato gruppi di discussione su Facebook e simili, il 41% ha un blog sul proprio sito aziendale, il 29% fa pubblicità sui social network e il 24% ha un forum sul proprio sito. Il sito web aziendale continua ad essere uno degli strumenti privilegiati: il 99% delle aziende dichiara di averlo realizzato e di farne un ampio uso, ma la soddisfazione rispetto ai risultati ottenuti è ancora bassa.

In effetti dalla ricerca si notano delle differenze importanti, se per la quasi totalità dei consumatori il web è importante per raccogliere informazioni su prezzi dei prodotti (90%) e su promozioni e sconti (70%) le aziende non rispondono in maniera adeguata e solo il 42% dei siti contiene sezioni dedicate a concorsi e promozioni e addirittura un esiguo 26% presenta offerte di prezzi e sconti.

In ambito Crm l’87% delle aziende dichiarano di aver creato un data base clienti e il 67% di aver dettagliato il database con attività di profilazione e segmentazione. “Il Crm trova nel web il suo strumento ideale per la costruzione della relazione azienda e consumatore,– sottolinea Gianluca Borsotti di eBit. – Dalla ricerca emerge che i consumatori ricercano un dialogo continuativo con le aziende. Dialogo che sia il più possibile esclusivo e personalizzato per contenuti e offerte presentate. In quest’ottica anche lo sfruttamento di aree riservate del sito, può essere un valido strumento per concretizzare strategie commerciali e di marketing”.

Luigi Ferro