Come trasformarsi da Data Survivor a Data Thriver vincenti

Da NetApp e IDC il suggerimento di azioni immediate da attuare per diventare Data Visionary della digital transformation

Passare da essere aziende Data Survivor, o addirittura Data Resister, a realtà definite Data Visionary, in grado di abbracciare il cambiamento e rimodellare il proprio settore attraverso la trasformazione digitale.
È quanto si ripromette di aiutare a supportare NetApp con il nuovo programma di ricerca globale realizzato in partnership con IDC per suggerire azioni immediate e d’impatto che ogni azienda può mettere in campo per trasformarsi.

I risultati della ricerca condotta su 800 linee di dirigenti aziendali, leader IT e lavoratori esperti in tecnologia di grandi e medie imprese in Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti mostrano, infatti, come avere una quantità di nuovi clienti, una produttività dei dipendenti tre volte superiori e una maggiore redditività suggerendo cos’è che separa i Data Thriver dal resto del mercato.

Il quadro d’insieme da cui partire
Con solo l’11% di aziende che rientrano nel profilo di Data Thriver, aggressivamente disruptive nell’uso delle tecnologie digitali per influenzare nuovi mercati, le aziende nei settori tradizionali rischiano di perdere una percentuale significativa delle loro entrate a favore di imprese più orientate verso i dati già nel 2018.
I settori più a rischio sono i servizi pubblici (29%), il commercio al dettaglio (> 25%), il settore delle attrezzature industriali (20%), i servizi finanziari (18%) e la Pubblica amministrazione (18%). Le aziende che utilizzano dati per guidare il proprio business e soddisfare i clienti in modi nuovi e innovativi hanno appena cominciato a rivoluzionare il mercato.

Come prosperare nell’economia data-driven
Secondo i risultati dello studio, i Data Thriver adottano misure per aumentare i ricavi, migliorare i risultati aziendali e trasformare i dati in denaro. Molte aziende Fortune 100 stanno costruendo laboratori di innovazione, oltre a creare nuovi ruoli manageriali che hanno come obiettivo l’innovazione del data management. Delle organizzazioni che hanno partecipato allo studio, quasi la metà ha già un Chief Data Officer, mentre i Data Survivor stanno perdendo opportunità di guadagno, non utilizzando i dati per migliorare la soddisfazione dei propri clienti e rischiando di essere sopraffatti da quelli che producono. Utilizzano gli strumenti più disparati per gestire i dati in diversi formati e diverse postazioni, aggiungendo una complessità ulteriore alla gestione di sicurezza, rischio, privacy e conformità.

Come sottolineato in una nota ufficiale da Laura DuBois, vicepresidente del gruppo IDC Enterprise Storage, Server e Software per infrastrutture: «Se le aziende non si trasformano per diventare Data Thriver, saranno vittima del darwinismo digitale, che ha un impatto sulle imprese di tutte le dimensioni e in tutti i settori. Le aziende si stanno allontanando dai modelli di business tradizionale e stanno abbracciando la trasformazione digitale. Le aziende stanno scoprendo che per competere devono modernizzare i propri sistemi, modelli, processi e architetture».

Le organizzazioni che mostrano comportamenti Data Thriver stanno adottando una serie diversificata di tecnologie, inclusi i servizi dati per cloud ibridi. Questi servizi comprendono diverse funzioni di protezione, sicurezza, integrazione e ottimizzazione dei dati per una gestione agile ed economica e analisi più rapide.

I tre principali insegnamenti  che i Data Survivor possono imparare dai Data Thriver sono:
• Utilizzare i dati come asset organizzativi
• Permettere ad IT e manager di lavorare insieme
• Creare mappe per la visibilità e il controllo dei dati

Le organizzazioni che cercano di passare da Data Survivor a Data Thriver devono trasformare in maniera olistica persone, processi e tecnologie e creare una roadmap di trasformazione digitale che dovrebbe includere:
• La creazione di nuovi ruoli
• L’impostazione di nuovi modelli di personale
• L’istituzione di nuovi processi
• Nuovi investimenti
• L’utilizzo di servizi dati per cloud ibrido