La casa di Redmond rilancia la sua offerta High performance computing mirando agli utenti non specializzati con grande attenzione a Isv e systems integrator

L’high performance computing (Hpc) è un campo molto vasto che va dall’uso di cluster di poche decine di server industry standard per velocizzare applicazioni perfettamente eseguibili in modo tradizionale, riducendo i tempi di elaborazione a un decimo o un centesimo, fino ai mostri installati nei più grandi laboratori e centri di ricerca mondiali, come Oak Ridge, Los Alamos o la Nasa in Usa, o il National Supercomputer Center cinese, utilizzati in questo caso per calcoli non altrimenti eseguibili di ingegneria nucleare, per la mappatura del genoma, per le previsioni atmosferiche o per risolvere complicatissimi problemi di fisica delle particelle.

La strategia Hpc di Microsoft non mira a far concorrenza con questi mostri, ci dice molto chiaramente Bill Hamilton, group product manager for Windows Hpc Server: “L’offerta Microsoft mira a rendere l’high performance computing più facile e più economico, in quanto permette l’utilizzo di risorse esistenti e non necessita di un particolare addestramento, e anche accessibile anche a coloro che non hanno la possibilità di utilizzare sistemi come Cray o Blue Gene di Ibm, oppure a coloro che non ne hanno nessun bisogno, visto che le loro esigenze possono essere soddisfatte da cluster da decine fino a poche centinaia di server”.

A questa famiglia di utenti, distribuiti in quasi tutte le industry, Microsoft offre una soluzione integrata che va dal sistema operativo ai tool necessari per la gestione dell’infrastruttura e il deployment delle applicazioni, agli strumenti di debugging e di diagnostica e di gestione dei failover, e che permette di utilizzare risorse e competenze esistenti.

Questa offerta ha concorrenti sul mercato? “Praticamente no – risponde Hamilton – Nel senso che in questo range di cluster l’utente ha davanti a sé un’unica alternativa, ossia la scelta del sistema operativo, che può essere Windows o Linux (quest’ultimo vince nell’Hpc di alta gamma visto che i primi 10 high performance computer, a novembre 2009, utilizzavano tutti Linux, ndr). Rispetto all’alternativa Linux, Windows Server 2008 Hpc offre una soluzione integrata che non necessita di un hardware speciale ma che può utilizzare server Intel di uso corrente nelle aziende. Con la release 2, che sarà disponibile quest’estate, ci sarà poi un netto miglioramento delle performance tanto che il benchmark Ansys Fluent 12.0 vede la nostra soluzione solo di poco meno performante rispetto una soluzione Linux sullo stesso hardware. Sarà inoltre estesa la possibilità di utilizzare l’infrastruttura esistente, creando cluster di workstation da utilizzare per lavori particolarmente gravosi quando esse non svolgono il loro lavoro normale, per esempio di notte”.

Terzo punto importante, aggiunge, Microsoft ha annunciato Hpc Service for Excel 2010 che permetterà l’esecuzione in cluster di modelli di simulazione scritti in Excel con tempi ridotti, come ordine di grandezza, di 100 volte con cluster di poche decine di server. Un esempio specifico: una società americana di assicurazione vita ha testato Hpc Service for Excel 2010 su un suo modello di simulazione di 1700 record scritto in Excel ottenendo tempi di esecuzione di 2,5 minuti contro le 14 ore necessarie utilizzando un solo server, mentre un modello di 1 milione di record è passato da 7,5 giorni a 2 ore.

Ciò permette agli utenti di prendere migliori decisioni in tempi più brevi facendo girare modelli più sofisticati. Un’ultima caratteristica importante in release 2 è la possibilità di realizzare cluster ibridi Windows/Linux, ossia che possono essere fatti operare in Windows o in Linux a seconda del loro carico di lavoro grazie alla disponibilità di tool di dual boot sviluppati insieme a primarie società di systems management. E ciò con l’intervento diretto dell’amministratore del sistema o anche automaticamente.

Tutto ciò significa, sottolinea Hamilton, che non c’è una vera concorrenza con quei vendor che sono da sempre attivi nell’high-performance computing e che sono in continua lotta tra loro per assicurarsi le prime posizioni nella classifica dei top supercomputer, come Ibm, Hp o Sun. “In effetti con c’è competizione con questi vendor, anzi possiamo dire che c’è un clima di collaborazione”. Collaborazione che c’è anche con la comunità degli Isv, con i systems integrator e gli Oem, tutti partner che Microsoft desidera supportare al meglio.

Luciano Barelli