Per progettare la rete edge serve conoscere chi la usa

Lo spiega Adrian Barker, Senior Director of Business Development per Vertiv in Europa

Ogni giorno enormi quantità di dati Edge Computing vengono utilizzati sui dispositivi mobili. Gli adolescenti, in primis, nelle loro attività quotidiane di gaming online e di streaming video, sono coloro che maggiormente beneficiano delle funzionalità di Edge Computing del data center moderno.

Non a caso, si prevede che il traffico su dispositivi mobili quadruplicherà entro il 2021 e che proprio le attività di streaming video e di gaming online si quintuplicheranno. Dunque, mentre il consumo di dati sta aumentando per l’utilizzo di applicazioni quali Netflix, Youtube, Google e Amazon, continua contemporaneamente a crescere anche la necessità di trattare i dati in modo rapido e localizzato nella rete edge.

La costante crescita del consumo della rete edge viene principalmente trainata dalla cosiddetta “Generazione C”, composta per l’80% da Millenial, che rappresentano il pubblico principale di YouTube. Ma la “Gen C” non corrisponde soltanto a questi giovani consumatori della rete: si tratta piuttosto di una mentalità che accomuna persone che hanno a cuore creazione, connettività e comunità e rappresenta una forza nuova e importante nella cultura dei consumatori.

Michael Tobin Obe parla della Gen C nel suo libro “Live, Love, Work, Prosper” come di un insieme di persone definite dal loro comportamento e non dalla loro età. Quando la Gen C non è intenta a lavorare, probabilmente sta facendo acquisti online o transazioni bancarie, oppure sta aggiornando il proprio profilo sui social media, che utilizza anche per ricevere approvazioni sulle decisioni di acquisto. In media, la Gen C naviga in rete per esprimere giudizi sulle aziende in base alla loro presenza su Twitter, Facebook o Instagram, cerca l’intrattenimento sui canali online, come YouTube o Netflix e dorme per il 90% dei casi con a fianco il proprio smartphone.

Attualmente, questi comportamenti determinano una transizione di dati compresa tra l’80 ed il 90% dalla rete edge al consumatore. In altre parole, in questo momento, i dati sostanzialmente rispondono alla domanda di consumo, una tendenza che però è destinata a cambiare direzione con lo sviluppo dell’IoT. Ciò che ne risulterà sarà una divisione più equilibrata (al 50/50) di upload/download: non solo i consumatori, ma anche le applicazioni e i sensori (collegati a AI, IoT, aerei, treni, biciclette, persone etc.) invieranno quantità di dati da identificare e filtrare/controllare per agire immediatamente all’interno dei data center edge.

L’evoluzione della rete edge diventerà dunque cruciale da diverse prospettive e dovrà essere progettata e realizzata in modo da poter supportare ciò che Vertiv ha identificato come i “quattro archetipi di dati edge”, quali l’uso intensivo di dati, la latenza umana intensiva, la latenza da macchina a macchina intensiva e life critical.

A tal proposito gli analisti prevedono un tasso di crescita annuo dell’Edge Computing pari al 41% tra il 2018 e il 2025. Inoltre, quasi tutti i settori riconoscono i limiti nel supportare gli utenti e le tecnologie emergenti tramite infrastrutture IT centralizzate e stanno sempre più avvicinando gli strumenti di archiviazione e computing verso gli utenti e i dispositivi. Dunque non basterà più concentrarsi soltanto sulle organizzazioni che costruiscono la rete edge, ma sarà altrettanto importante porre l’attenzione sui suoi reali consumatori.

Chi infatti riuscirà a sfruttare al meglio le potenzialità dell’edge computing saranno coloro che eccelleranno a livello di customer experience. Ma come qualsiasi nuovo modello tecnologico, anche l’infrastruttura IT edge richiede una catena di approvvigionamento con numerose parti coinvolte per fornire il prodotto finale, dalle società energetiche che alimentano l’edge, alle società che costruiscono fisicamente i data center edge, alle organizzazioni che forniscono i componenti richiesti per rendere possibile l’edge computing.

Ma come è destinata a evolversi la rete edge? Se oggi infatti la rete rappresenta un mezzo di consumo e condivisione di dati, domani dovrà offrire molto di più in termini di generazione e convalida dei dati stessi, decision making e dati analitici complessi, poiché la quantità attuale di dati caricati nella rete edge corrisponderà sempre più a quella di dati consumati. Sarà dunque necessario costruire un’infrastruttura IT edge capace di supportare i vari tipi di transizione di dati, tenendo in considerazione il loro profilo geografico di trasferimento e facendo sì che i requisiti di edge computing varino a seconda che si tratti di implementazioni globali o regionali.

Per tutte queste ragioni, la necessità di implementare data center edge a bassa latenza, resilienti e ridondanti, affidandosi a un partner globale attivo sul campo, sarà fondamentale per supportare l’esperienza del cliente e quindi garantirsi il successo.