Perché CEO e CIO devono lavorare fianco a fianco

Per Massimo Missaglia di SB Italia, il CEO promuove la collaborazione tra i dipartimenti interni, ma è il CIO il vero motore del cambiamento

Per accelerare il cambiamento è necessario un dialogo costante tra CEO e CIO. Lo dice la società di ricerca Forrester secondo cui il primo ha il compito di guidare l’azienda verso il futuro, il secondo quello di adattare il proprio linguaggio al business.

A partire da questa riflessione, secondo Massimo Missaglia, Amministratore Delegato di SB Italia: «Un progetto può riguardare tante figure e stakeholder: la direzione generale, il dipartimento risorse umane o il reparto marketing di un’organizzazione. Al centro però resta sempre il CIO: è lui il motore del cambiamento. Deve però avere nuove competenze per capire al meglio le richieste delle altre aree aziendali».

Ancora secondo Forrester, i CIO, in generale, lamentano la lentezza con cui le aziende utilizzano il software per trasformare i processi e come molti degli ostacoli potrebbero essere efficacemente rimossi da un CEO che partecipa attivamente alla trasformazione digitale. Uno degli importanti ruoli del CEO è, infatti, quello di promuovere la collaborazione tra i dipartimenti interni, anche al fine di comunicare internamente all’organizzazione l’importanza dei progetti software per il business aziendale.

La comunicazione tra le due figure è importante

Mentre il CEO, suo malgrado, dovrà in qualche misura “avvicinarsi” al campo tecnologico, il CIO dovrà fare un passo verso il suo CEO e parlare la sua lingua: per i Direttori dell’innovazione, si tratta di adottare una comunicazione in piena trasparenza, traducendo la propria attività nel linguaggio del business: investimento richiesto e i ritorni in termini di business e di immagine.

Ancora secondo Missaglia: «Oggi le aziende hanno a disposizione tecnologie potenti per eccellere sui loro mercati e raggiungere gli obiettivi strategici; mobile e cloud, per esempio, aprono potenzialità impensabili fino a qualche anno fa. Per questo, CEO e CIO devono lavorare fianco a fianco: le potenzialità tecnologiche si esprimo al meglio rivedendo i processi, trasformandoli grazie alle innovazioni offerte dalle tecnologie digitali. SB Italia, società specializzata in soluzioni IT per la gestione, l’integrazione e la digitalizzazione dei processi aziendali, entra in gioco per accompagnarle in questo percorso di crescita».

Il CIO rimane al centro

Trasformazione digitale significa andare a toccare i diversi processi aziendali, supportati dai sistemi informativi, per poter svolgere al meglio le attività a cui sono deputati. E che possono essere quindi già stati in passato digitalizzati.

Conclude Missaglia: «Oggi un progetto può riguardare tante figure e stakeholder, può essere la direzione generale, il dipartimento risorse umane o il reparto marketing di un’organizzazione. Al centro però resta sempre il CIO o direttore dei sistemi informativi come nostro interlocutore di riferimento, che fa da coordinatore del team di lavoro del progetto. È lui il motore di quel cambiamento di cui noi siamo abilitatori: deve però sviluppare nuove competenze – non solo tecniche – per capire al meglio le richieste delle altre aree aziendali a cui poi si dovranno applicare le nuove tecnologie».