Brocade, architettura unificata per semplificare i data center

Al recente Technology Day 2010 di New York, la società ha illustrato strategia e prodotti per adeguare le infrastrutture It aziendali agli attuali requisiti di business

Un’architettura di rete unificata e convergente, focalizzata sulla riduzione dei ‘network layer’ e capace di rendere semplice l’amministrazione delle applicazioni virtualizzate e proteggere gli investimenti nelle infrastrutture It già presenti in un’organizzazione: si chiama Brocade One la strategia annunciata a metà giugno a New York dalla casa di San Jose, con la promessa di rendere più facile la vita ai Cio in un mondo in cui le informazioni e i servizi possono ormai essere disponibili ovunque all’interno delle emergenti architetture cloud. Un trend accentuato anche dall’enorme volume di dati digitali immessi quotidianamente in rete dai singoli utenti, al punto da cancellare i confini delle reti tradizionali, spiega John McHaugh, chief marketing officer di Brocade, e da poter affermare che “l‘intera rete è il data center”.

Anche il Cto Dave Stevens pone l’accento sull’esplosione dei dati, citando alcuni studi di mercato e previsioni, secondo cui nel 2015 si arriverà a 15 miliardi di dispositivi, mentre nel 2020 il volume di informazioni supererà la vetta dei 35 zettabyte. La chiave per risolvere gli attuali problemi di sottoutilizzazione, rigidità e costi operativi dei data center, dice Stevens, è creare tanti virtual data center, poi declinabili secondo le varie formule dei cloud privati, pubblici, ibridi, community cloud o storage cloud.

A questo livello Brocade inserisce la propria offerta, formata in primo luogo da tecnologie come Vcs (Virtual Cluster Switching), che indirizza i requisiti dei data center virtualizzati superando le limitazioni del networking Ethernet convenzionale, attraverso concetti architetturali come autoconfigurazione della rete, riduzione dei layer di networking, operatività non-stop. Si tratta di prodotti integrati e a bassa latenza, creati a partire da una nuova generazione (la sesta) di chipset Asic e dotati di un’intelligenza fondata sull’architettura a matrice di commutazione (fabric switching) .

Altro componente chiave dell’infrastruttura sono le funzionalità Val (Virtual Access Layer), destinate a creare un’interfaccia robusta fra i sistemi Vcs e gli hypervisor, e fornire un insieme di servizi per le macchine virtuali connesse alla rete. La tecnologia Val, dichiara Brocade, è progettata per essere vendor-agnostic e supportare tutti i principali hypervisor grazie alla caratteristica di utilizzare tecnologie industry-standard come le emergenti Vepa (Virtual Ethernet Port Aggregator) e Veb (Virtual Ethernet Bridging).

 

Giorgio Fusari