Un nuovo datacenter per Eni

Tutto all’insegna del green il nuovo impianto della società che ha preferito partire da zero piuttosto che ristrutturare i vecchi dc

All’Eni fanno le cose in grande, d’altronde possono permetterselo. E invece di risparmiare sui datacenter esistenti hanno pensato di farsene uno in proprio. Completamente nuovo.

Come spiega Michele Mazzarelli, responsabile del progetto,l’impianto sorgerà in provincia di Pavia e sarà la struttura primaria per tutti i sistemi centrali di elaborazione informatica del gruppo Eni (per Ict e High performarnce computing) che deve raggiungere un risultato di eccellenza abbastanza ambizioso quantificato in un Pue (Power energy effectiveness) di 1,2 medio annuo e un livello Tier IV di sicurezza e continuità di servizio.

La superficie sarà di 45.000 mq che, tanto per dare un’unità di misura comprensibile a tutti, Eni quantifica in sette campi da calcio. La sala server arà di 5.200 mq (sette campi da basket, unità di misura meno comprensibile) per una potenza utile inziale di 8 Mw (consumo civile di 200.000 persone) euna massima di 30 Mw.

L’efficienza dell’impianto viene perseguita con un raffrescamento primario free cooling diretto ad aria che per l’83% dell’anno utilizza totalmente aria esterna diretta e per il 17% (a Pavia in estate il sole picchia) il sistema di condizionamento. E’ poi prevista una compartimentazione rigida dei corridoi caldo freddo, parametri Ashrae con temperatura di 26 gradi e umidità al 60%, batterie, per ora piombo ermetiche, accumulo di energia termica e, se possibile, utilizzo di acqua di falda. i parametri su cui lavorare sono soprattutto l’umidità assoluta, quella relativa e la temperatura.

 

L.F.