Cloud: il private a lezione dal public

Per Jeremy Burton, executive vice president e chief marketing officer di Emc Corporation, i servizi delle cloud private dovranno sempre più somigliare, in semplicità, a quelli delle nuvole pubbliche

Così diverse eppure così simili: le private cloud stanno cominciando a condividere con le public cloud caratteristiche comuni. Certo il concetto di ‘nuvola’ deve molta della sua popolarità, nell’immaginario collettivo di tecnici e meno tecnici, allo sviluppo di servizi cloud come quelli di Google o Amazon.

Ma fra tre, cinque anni, potrebbero essere disponibili tecnologie in grado di consentire ai dipartimenti It aziendali di utilizzare i servizi Internet pubblici di elaborazione e storage come un’estensione dell’infrastruttura del data center. E Emc Corporation sta lavorando con alcuni service provider per far diventare questo scenario realtà: lo ha dichiarato ieri Jeremy Burton, executive vice president e chief marketing officer della società, discutendo delle sfide e delle opportunità chiave del cloud nel corso di un incontro con la stampa.

Sarebbe notevole, spiega Burton, se gli utenti all’interno di una corporation potessero interagire con i dipartimenti It in maniera simile a come gli utenti consumer interagiscono oggi con i servizi di Google o Amazon, usando sistemi di self-service e portali Web, in un ambiente in grado di fornire una completa trasparenza nei costi. Per arrivare a questo risultato, cioè utilizzare realmente l’It come servizio, ci sono però alcuni passi fondamentali da fare.

Il primo è la virtualizzazione, che Burton si sente di definire la ‘most disruptive technology’ degli ultimi vent’anni nel mondo dei data center.

Il secondo passo, che fa parte della strategia di Emc, è poi comprendere l’impatto della virtualizzazione sull’infrastruttura di storage, e in tutti i suoi aspetti: dalla security e protezione dei dati, alle identità degli utenti, ai loro rispettivi permessi di usare una virtual machine o un’applicazione. In particolare, uno dei punti più critici nella governance di questi ambienti It sta poi diventando la definizione di ‘audit trails’, cioè di tecnologie in grado di tenere sempre traccia degli itinerari percorsi dalle macchine virtuali sull’hardware; di dove un’applicazione sta realmente girando o di dove esattamente sono localizzati i dati di business.

Emc detiene una serie di tecnologie per l’infrastruttura del data center e a questi problemi punta a rispondere eliminando la complessità di gestione. “Credo possiamo risolvere problemi molto importanti per i dipartimenti It, che oggi hanno da gestire centinaia di migliaia di applicazioni legacy, molte delle quali girano su server Intel x86”.

Attraverso la virtualizzazione e altre soluzioni di Emc, sottolinea Burton, tali applicazioni si possono far migrare su pool di risorse It molto più fluidi e dinamici.

Giorgio Fusari