Il risk management? Una priorità

Solo l’8% delle imprese italiane non ha mai considerato la possibilità di introdurre un sistema per la gestione dei rischi

Controllo e gestione dei rischi sono fattori sempre più critici per le realtà imprenditoriali del nostro Paese. Lo confermano i risultati preliminari dell’indagine promossa da Assiteca, uno dei principali gruppi di brokeraggio assicurativo, con l’obiettivo di inquadrare il grado di preparazione delle aziende su questi temi e attribuire quindi il Premio Assiteca: la gestione del rischio nelle imprese italiane.

Solo l’8% delle imprese italiane infatti non ha mai considerato la possibilità di introdurre un sistema per la gestione dei rischi, il 24,5% lo ha implementato per alcune tipologie di rischio, il 55% lo ha applicato a tutte le aree di attività aziendali e per il 22% ne è in corso la valutazione.

Peculiare il fatto che non si siano registrate grandi differenze tra grandi e piccole e medie imprese: l’81% delle prime ha adottato un sistema di risk management contro il 77% delle seconde, con una differenza di solo 4 punti percentuali.
L’indagine ha anche evidenziato come le imprese si sono organizzate nella gestione dei rischi. Vista l’indubbia rilevanza dell’attività, prevale la scelta da parte dei vertici aziendali di assumere la responsabilità della supervisione del sistema di risk management: per il 51% delle Pmi è una figura tra amministratore delegato, titolare o direttore generale a occuparsene.

Una percentuale che scende al 45% nelle grandi imprese, dove il responsabile di risk management (12%), il responsabile dell’internal auditing (9%) e il direttore amministrativo e finanziario (8%) subentrano con percentuali più alte rispetto alle Pmi. Unica eccezione l’insurance risk manager, che risulta presente nel 6% delle Pmi e solo nel 2% delle grandi aziende.

“I primi dati che stiamo elaborando mostrano come sia divenuta una priorità ineludibile per le aziende governare i rischi – commenta Luigi Selleri, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e presidente del Comitato tecnico scientifico –. E non è un caso che il 55% delle imprese intervistate propenda per una gestione integrata, con una regia e supervisione interna così da far fronte tempestivamente ai rischi che incombono sul proprio business”.

Il campione dell’indagine include piccole e medie imprese (58% in totale di cui il 40% con un fatturato tra i 10 e i 25 milioni di euro e il 19% tra i 25 e i 50) e grandi aziende (42% in totale di cui il 15% tra i 50 e i 100 milioni di euro, l’11% dai 100 ai 250 milioni e il 15% oltre i 250) operanti in Italia nei settori industria (62%), commercio (10%) e servizi (28%). Il 38% delle aziende è del nord-ovest, il 30% del nord-est, il 19% del centro e il rimanente 13% del sud ed isole.