È Antonio Perini, Business manager e cofondatore di Viamente.com a raccontare di che cosa si tratta.
“Viamente è un servizio web base a cui si può accedere tranquillamente attraverso il browser senza che sia necessario installare niente sul proprio computer, che serve per l’ottimizzazione dei percorsi dei veicoli. Il software serve per pianificare le risorse di guida per chi ha un certo numero di veicoli e deve raggiungere un certo numero di destinazioni cui erogare dei servizi. L’interfaccia grafica è piuttosto intuitiva e inserendo gli indirizzi il software li disegna sulla mappa; da questo punto è sufficiente premere il pulsante “Build road” e il software si preoccupa di costruire una pianificazione in modo tale che la somma totale dei percorsi sia la minore possibile, per sfruttare al massimo tutte le risorse di guida risparmiando.
Dietro quel pulsante ci sono moltissime operazioni perché per trovare la soluzione ottimale il software analizza migliaia di alternative, essendo in grado di pianificare decine di veicoli che devono raggiungere centinaia di destinazioni. Il nostro algoritmo sa scegliere quali percorsi valutare e quali no. In realtà una delle difficoltà ulteriori è data dal fatto che le applicazioni della logistica sono molto varie, molto diverse tra loro.
Per esempio, i veicoli possono avere una capacità di carico limitata, inoltre nelle diverse destinazioni all’autista potrebbe essere richiesto di spendere tempo diverso a seconda di ciò che deve fare, quindi anche queste differenze sono considerate. Il software è abbastanza intelligente anche per valutare le competenze: se uno possiede una flotta di veicoli per offrire servizi professionali tipo manutenzione, installazione, potrebbe essere necessario richiamare competenze specifiche presso certe destinazioni e non presso altre, quindi la pianificazione riguarda anche il tipo di equipaggio. Ci sono poi le difficoltà legate al tempo: certe destinazioni hanno una finestra temporale da rispettare”
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Quali i benefit per i clienti?
“Vi sono due ordini di benefici diversi. Il primo è che si abbatte il tempo per pianificare. Oggi ancora molte grandi aziende che consegnano elettrodomestici pianificano a mano su una mappa attaccata al muro, mettendoci ore, anche perché l’imprevisto è sempre in agguato. Basta un guasto a un veicolo e rifare tutta la loro pianificazione di massima è un incubo. Il secondo riguarda il risparmio di tempo di guida, di pedaggi, di carburante con conseguente risparmio per l’ambiente. Rispetto alla pianificazione fatta a mano i risparmi sono del 30-40%”.

E rispetto ad altri software analoghi?
“Non solo il nostro è molto più veloce, ma anche il risultato batte anche il miglior altro algoritmo oggi presente sul mercato, il che significa che anche a fronte di una pianificazione già ottimizzata il nostro è migliore e con soli tre semplici “click”. Il nostro software è più economico, più veloce e porta risultati migliori”.

Come vi venuta l’idea?

“Noi veniamo dalle telecomunicazioni e ci siamo accorti che il mercato della logistica e del Gis, geographic information system, stavano convergendo con il mondo delle telecomunicazioni: nei nostri telefonini banalmente c’è un Gps per la connettività mobile e quindi la tecnologia per conoscere in ogni momento la posizione di un veicolo. Inoltre c’è grande disponibilità di cartografia digitale. Il momento tecnologico ci offriva la possibilità di usare le nostre competenze per contaminare il mercato della logistica”.

Per farvi conoscere utilizzate i social network?
“Siamo presenti su Wikipedia con un profilo che non abbiamo scritto noi. Riguardo ai social network, li consideriamo un modo per raggiungere il nostro mercato anche se ancora non li stiamo utilizzando ma ci stiamo preparando per farlo attraverso un blog e ci affideremo all’uso di LinkedIn che è più professionale visto che ci rivolgiamo alla piccola e media impresa”.

Siete riusciti a ottenere i finanziamenti, le banche hanno creduto nella vostra idea?
“A convincere le banche non abbiamo neanche provato perché non finanziano una start-up tecnologica che è ad alto rischio, ma questo non credo sia un limite dell’Italia. Da noi c’è molto meno capitale per questo genere di investimenti. Ci siamo rivolti ai venture capital e poi ci siamo autofinanziati. Adesso siamo in quattro a lavorare a tempo pieno su questa piattaforma”.

Arianna Pinton