Ridefinire l’ecosistema IoT: the Italian Way

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Microsoft firma una partnership con STMicroelectronics per facilitare l’adozione dell’IoT in Italia e costruire best practice da portare anche nel mondo






E’ davvero tempo di IoT: si stima che entro il 2020 ci saranno 50 miliardi di oggetti connessi ad internet e questo cambierà completamente lo scenario che ci circonda, a partire dal modo con cui le aziende creeranno valore. Un altro dato significativo è che saranno più di sei i dispositivi che ciascuno di noi avrà collegati ad internet. Una grande opportunità, che il mercato, e specialmente l’Italia, non possono farsi sfuggire. Perché finalmente la quadratura astrale è favorevole, i pezzi del puzzle combaciano alla perfezione, è il momento giusto per spingere sull’IoT: i dispositivi e i sensori sono gestibili e semplici, la connettività comincia a crescere anche in Italia e lo sviluppo è semplice rispetto al passato. Le aziende, inoltre, stanno pensando seriamente a come utilizzare l’IoT per cambiare la loro value proposition e il cloud abilita realmente l’IoT.

“Questo è il momento migliore per l’IoT – conferma Fabio Santini, Direttore Divisione Developer Experience di Microsoft -. Microsoft si impegna su questo fronte attraverso la stipula di un accordo con STMicroeletronics: Microsoft con la sua piattaforma Cloud Azure e ST con la sua capacità di produrre chip e sensori per permettere a tutte le aziende italiane di innovare attraverso l’Internet delle cose”.

“L’obiettivo della nostra partnership – spiega Carlo Purassanta, amministratore delegato Microsoft Italia – è di fare bene in Italia per fare bene nel mondo”. D’altro canto il nostro Paese pare trovarsi in una posizione privilegiata rispetto all’IoT con già 2 utenti su 3 che utilizzano i social e pronti a sperimentare le tecnologie Wearables e con il 64% della popolazione che si dice disposta a farsi inserire un chip nel corpo se questo portasse a generare un reale valore.
L’attitudine mentale, quindi c’è, e a trascinare l’ecosistema sarà l’industria tradizionale, che capirà la svolta del sensore in un oggetto molto più velocemente di quanto siamo stati capaci di fare con l’informatica tradizionale.

“STMicroelectronics e Microsoft avevano lo stesso sogno – commenta Alessandro Cremonesi, Group VP & General Manager ST Central Labs di STMicroelectronics –: mettere a disposizione dell’ecosistema Italia le tecnologie per farla entrare nel mondo dell’IoT, noi coi nostri sensori e i nostri componenti e Microsoft il suo cloud. Si tratta di un’opportunità importante per il nostro Paese: per i grandi player ovviamente ma anche per le piccole e medie aziende che costituiscono il tessuto imprenditoriale”.

“STMicroelectronics e Microsoft stanno cercando di abbattere le barriere d’ingresso per costruire gli oggetti connessi. Noi fornendo le componenti elettroniche e Microsoft la piattaforma, che poi è il cloud, su cui gli oggetti vanno utilizzati per costruire valore – conclude Cremonesi -.
L’IoT è l’artigianato dell’elettronica per la capacità creativa di prendere i blocchi e creare cose nuove e belle. Gli oggetti diventano vivi e connessi e l’elettronica la portiamo noi”.

La partnership tra Microsoft ed ST si svilupperà anche attraverso la collaborazione con il Centro di Competenza IoT creato da Microsoft in partnership con l’Istituto Superiore Mario Boella di Torino con l’obiettivo di diffondere l’adozione e la consapevolezza delle opportunità offerte dal Cloud Computing per dar vita a progetti di IoT.