Il paradosso del Fattore Umano nell’Industria 4.0

2248

Secondo Page Executive il capitale umano rimarrà la principale risorsa per affrontare la sfida alla digitalizzazione, a tutti i livelli. E nel board entra il CIO

Il sorpasso della contrapposizione tra l’uomo e i robot, per rimarcare la centralità delle risorse umane sulle macchine: è questo ciò che evidenzia il report “Executive Trends 2017” prodotto da Page Executive, divisione boutique di PageGroup specializzata nella ricerca e selezione di top manager. Secondo gli esperti della società di recruitment sarà sempre il fattore umano la risorsa cruciale per raccogliere le opportunità offerte dalla quarta rivoluzione industriale.

Mentre alcuni manager stanno ancora analizzando cosa comporti il progresso dell’Industry 4.0, il cambiamento nelle realtà più dinamiche è già avvenuto con la creazione di una nuova posizione apicale. Il board si arricchisce, infatti, della figura del Chief Information Officer che assumerà sempre più un ruolo chiave nella definizione della strategia aziendale e nell’individuazione di elementi chiave per accrescere la redditività. Nei grandi gruppi, spiega il report, la figura del Direttore dei Sistemi Informatici può evolvere sempre più verso funzioni di Vice Direttore Generale incaricato del settore informatico, della logistica, dell’organizzazione ed eventualmente degli acquisti grazie alla sua esperienza nella negoziazione dei contratti con i partner esterni e nella gestione del cambiamento.

“Il CIO – afferma Stefano Cavaliere, Associate Director di Page Executive – è chiamato ad assumere una posizione chiave, lavorando necessariamente a stretto contatto con CEO e CFO, per tradurre in strategie di business il patrimonio di dati aziendali e orientare gli investimenti verso scelte che portino a guidare il cambiamento, non a subirlo. Parallelamente le organizzazioni dovranno disporre di risorse umane con nuove competenze tali da interpretare la crescente richiesta di innovazione. Saranno sempre più richieste persone multitasking con abilità non strettamente correlate al proprio diretto ambito lavorativo e soprattutto legate all’information technology”.

La centralità del fattore umano è confermata dal World Economic Forum che sottolinea come, entro il 2020, un terzo delle abilità richieste ai dipendenti includerà competenze al giorno d’oggi non considerate cruciali per il ruolo svolto.

Nell’era dell’Industria 4.0, alle aziende non è più richiesta semplicemente la capacità di gestire e investire nelle infrastrutture tecnologiche, ma diviene fondamentale:

– Guidare ed anticipare il cambiamento: La capacità di risolvere problemi complessi e pensiero critico per aiutare le organizzazioni ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti prospettici. L’analisi dei database deve coinvolgere i data scientist per trasformare i dati in suggerimenti strategici per il business.

– Valorizzare il fattore umano prima della tecnologia: Non solo a livello di board, le aziende hanno bisogno di riconsiderare dalla base i propri modelli di risorse umane. Gestire tutti gli adattamenti alle tecnologie digitali internamente potrebbe risultare troppo costoso e time consuming. Per adeguare rapidamente le risorse IT, le aziende possono valutare l’assumere più specialisti su una base di progetto.

– Service management e outsourcing: Le aziende si focalizzeranno sempre più sulla gestione del servizio e sull’outsourcing dei ruoli puramente tecnici. Esistono già imprese che sono specializzate nella raccolta di dati. L’offerta di specialisti IT con ampie competenze è già inferiore alla richiesta che potrà solo aumentare in futuro. Le aziende devono quindi accrescere la propria base di talenti anche su scala internazionale.