GDPR e NIS: opportunità o minaccia per la sicurezza aziendale?

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FireEye illustra gli impatti delle nuove regolamentazioni sulle organizzazioni

La legislazione europea in arrivo avrà un impatto sostanziale sulle security practice nei prossimi anni. GDPR (General Data Protection Regulation) e NIS (Network and Information Security) giocano un ruolo fondamentale ed importante,  rafforzando gli obblighi per le aziende così come le conseguenze in caso di inosservanze. Nessuna delle due direttive però è una normativa specifica sulla sicurezza, anche se entrambe parlano di implementare processi di sicurezza allo stato dell’arte ed adeguati ai rischi di una violazione.

Un tema chiave richiesto dalle nuove norme di security dell’Unione Europea è il concetto di notifica obbligatoria della violazione. In base a questa disposizione, le organizzazioni che gestiscono dati personali di cittadini europei che sono state violate sono obbligate ad inviare una notifica alla Supervisory Authority nazionale entro un periodo di 72 ore. Le aziende necessitano, così, di una profonda visibilità delle attività del network per reagire correttamente.

L’ambiente delle minacce informatiche in Europa è in continua evoluzione. Dimensione, sofisticazione e gravità degli attacchi sempre crescenti significano che spesso i sistemi tradizionali di sicurezza possono essere sopraffatti o aggirati. Anche i sistemi di sicurezza informatica più sofisticati vengono intaccati, in quanto gli hacker ingegnerizzeranno tecniche di attacco sempre più innovative che mirano spesso a collegamenti deboli, come fornitori e dipendenti. Il GDPR non è solamente un altro regolamento sulla sicurezza dei dati ma si tratta di una parte completa della legislazione sulla protezione dei dati dell’Unione Europea (UE) che imporrà nuovi obblighi significativi su come le organizzazioni gestiscono i dati personali in modo da rendere più facile il business. Lo scopo del nuovo regolamento è quello di consolidare e semplificare le norme relative al trattamento di informazioni su clienti e prospect, tra cui la libera circolazione dei dati attraverso e tra le organizzazioni. La non compliance potrebbe costituire una minaccia significativa per la reputazione di un’organizzazione.

Le autorità di vigilanza qualificheranno come scarse (imponendo ammende più elevate) le organizzazioni che non sono in grado di dare notifica di un’infrazione. In aggiunta al tradizionale approccio di prevenzione, maggiore enfasi è attribuita alla rilevazione di violazioni; questo rappresenta un cambiamento fondamentale nella pratica comune nelle Security Operations.

Nel processo di notifica di una violazione all’organismo di vigilanza, le aziende saranno obbligate a dichiarare le specifiche dell’incidente, incluse le cause fondamentali. Sono inoltre tenute a dichiarare ogni conseguenza materiale, come perdita o danneggiamento di dati. Una revisione accurata dell’attività di sistema è quindi un presupposto di compliance, per poter dimostrare alle autorità quello che è accaduto, quando, dove e come e – cosa più importante – perché.

Membri del Board, CISO e altri dirigenti, IT Manager, analisti SOC e altri esperti sono le figure professionali coinvolte maggiormente da questo cambiamento.

Chiaramente questi nuovi requisiti che scaturiscono dalla notifica obbligatoria della violazione – tra gli altri – mettono un peso aggiuntivo su security operations già gravose. Molte aziende, in particolare quelle in settori meno regolamentati, troveranno i nuovi requisiti quasi alieni e costosi da attuare; tutto per conformarsi alle nuove regolamentazioni.

Gli investimenti è necessario realizzarli in sicurezza al fine di ottenere la compliance. Ma questo investimento può anche essere allineato con obiettivi di business più ampi che richiedono una base di sicurezza, come sostenere programmi di trasformazione digitale. L’inibitore primario dell’adozione del cloud, per esempio, rimane il problema di sicurezza. Quindi, perché spostare la mentalità lontano dalla compliance da ottenere e utilizzare l’impeto che le nuove regolamentazioni forniscono per guidare approcci più espansivi, alimentando così nuovi investimenti in opzioni di cloud sicuri (i quali molti sono già esistenti)?

In maniera simile, molte aziende stanno esaminando le opportunità derivanti dall’Internet of Things (IoT), ma sono anche preoccupate dalle implicazioni di sicurezza. Un approccio più conforme alla sicurezza potrebbe essere utilizzato per creare un’architettura che supporti iniziative IoT assicurando allo stesso tempo adesione alle nuove regole. In ultima analisi, ci sono diversi modi in cui la security compliance può essere posizionata come un abilitatore per l’innovazione, e anche per generare vantaggi competitivi.

Marco Rottigni, Senior Systems Engineer di FireEye, ha dichiarato: “Le nuove norme sulla sicurezza dell’Unione Europea sono state implementate per buone ragioni e, sebbene molte aziende si lamentano del costo della compliance, potranno acquisire l’opportunità (e il bilancio disponibile) per migliorare le proprie pratiche di sicurezza esistenti e le infrastrutture tecnologiche per migliorare la posizione globale di sicurezza dell’organizzazione”.