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    Contro i siti malevoli serve una protezione in evoluzione

    By Redazione LineaEDP20/09/20173 Mins Read
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    Per lo specialista in email security il quadro delle minacce non ancora note è preoccupante e richiede soluzioni di protezione avanzate

    email

    Convinta che le minacce informatiche diffuse via email richiedano l’adozione di sistemi di protezione sempre più avanzati, la società italiana Libraesva, specializzata nello sviluppo e nella fornitura di soluzioni avanzate di email security, suggerisce ad aziende e Isp di investire in soluzioni affidabili, ma soprattutto flessibili, ovvero in grado di evolvere in funzione del variare della tipologia e modalità di attacco da parte degli hacker.

    Libraesva_Mappa_siti_malevoliStando ai dati ottenuti dalla URLSandbox nell’ultimo semestre, il panorama che risulta dall’analisi delle minacce informatiche che raggiungono quotidianamente le caselle di posta dei suoi milioni di utenti, Libraesva ha, infatti, sottolineato la capacità evolutiva delle minacce, che presentandosi ogni giorno sotto forme e modalità nuove, sfidano le capacità dei sistemi di riconoscerle prontamente e di attivare le dovute salvaguardie.
    Nello specifico: circa il 50% dei siti bloccati dalla sandbox di Libra ESVA non è noto come malevolo a nessuna fonte pubblica e i siti malevoli, che molto spesso sono siti legittimi compromessi usati per diffondere malware o per campagne di phishing, sono localizzati principalmente negli Stati Uniti e in Europa.

    Protezione dai siti malevoli, preview su quelli sospetti
    La URLSandbox impiega in media un secondo e mezzo per identificare un sito malevolo e immediatamente comunica l’informazione al gateway ESVA – Email Security Virtual Appliance – che bloccherà le email malevole contenenti i link a quel sito.

    Se questa protezione è immediata per i siti riconosciuti come malevoli, la Sandbox presenta una funzionalità a parte, di recente integrazione, riservata alla gestione di quei siti sospetti ma non al punto di impedirne l’accesso. In questo caso, l’utente viene avvertito del sospetto, ha accesso a una preview del sito e può scegliere se proseguire o meno.

    Mentre questi primi dati mostrano come sia elevata la percentuale di rischio legato al non conoscere la componente di attacco nascosta nei siti, ve ne sono poi altri che illustrano in modo altrettanto allarmante come minacce ancora non conosciute possano presentarsi sia nel corpo delle email, sia tramite i file allegati a queste. In particolare, oggi la minaccia si annida in documenti Office e PDF.

    Rodolfo_Saccani-Security_RD_Manager_LibraesvaRodolfo Saccani, R&D Security Manager in Libraesva, commenta come: «Fatto 100 il numero di documenti allegati alle email che contengono macro o altro codice, circa il 30% dei file viene bloccato perché ritenuto sospetto. Si tratta principalmente di nuove campagne di malware ancora non intercettate dai motori antivirus. Inoltre, circa il 25% dei file contiene codice ritenuto “sicuro” che viene, quindi, lasciato passare, mentre un ulteriore 45% dei file viene disarmato del tutto da ESVA: il codice viene rimosso dal file, il quale viene consegnato all’utente finale come documento inerte».

    Email security Libraesva sicurezza
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