Un nuovo studio sull’intelligenza artificiale realizzato da GFT Technologies, azienda globale di trasformazione digitale AI-centric, rileva come le infrastrutture legacy rappresentino uno dei principali ostacoli al successo dell’AI nelle aziende. La grande maggioranza dei leader tecnologici intervistati dichiara infatti che i limiti dei sistemi esistenti li hanno già costretti ad abbandonare completamente alcune iniziative di AI.
La survey GFT, condotta da Wakefield Research su 945 CIO e CTO di aziende con un fatturato annuo di almeno 500 milioni di dollari in 19 Paesi, tra l’11 e il 31 agosto 2026, mostra come opportunità e rischi legati all’AI stiano aumentando di pari passo. Tra i principali temi emersi dalla ricerca figurano l’impatto negativo delle infrastrutture legacy sulle iniziative di AI, il crescente scetticismo rispetto al ritorno sugli investimenti nell’intelligenza artificiale, l’incertezza geopolitica e normativa che sta ridefinendo le strategie di selezione dei provider, la crescente sfiducia nei confronti delle motivazioni con cui le aziende spiegano i cambiamenti della forza lavoro legati all’AI e l’aumento dei rischi personali per i leader tecnologici responsabili del successo di queste iniziative.
“L’adozione dell’AI procede rapidamente, ma la nostra ricerca mostra che le aziende stanno acquisendo una consapevolezza sempre maggiore dell’importanza delle fondamenta su cui viene costruita. Per molte organizzazioni, le infrastrutture legacy stanno diventando un vero limite, non solo per l’innovazione, ma anche in termini di sicurezza e scalabilità. Colmare il divario tra le ambizioni legate all’AI e il livello di preparazione dell’infrastruttura è fondamentale per trasformare gli investimenti nell’intelligenza artificiale in valore di business sostenibile”, ha dichiarato Marco Santos, Global CEO di GFT Technologies.
“Il fatto che l’84% dei CIO e CTO intervistati abbia già dovuto cancellare almeno un progetto AI a causa dei limiti dei sistemi legacy mostra quanto sia urgente affrontare il tema della modernizzazione. Ma modernizzare non significa cancellare il passato per fare spazio all’AI: significa capire quale patrimonio tecnologico e di conoscenza dell’azienda può ancora generare valore e costruire intorno a questo un’architettura capace di sostenere il futuro. La vera sfida è far evolvere ciò che esiste senza perdere ciò che rende unica un’organizzazione”, afferma Fabrizio Callery, CEO di GFT Technologies Italia.
Tra le principali evidenze del report
Le infrastrutture legacy frenano l’AI Gli intervistati considerano i sistemi obsoleti un ostacolo al progresso dell’AI e una fonte di seri rischi per la sicurezza.
● L’84% afferma che i limiti dei propri sistemi legacy hanno portato l’organizzazione a cancellare almeno un progetto pilota o un’iniziativa di AI;
● Il 93% ritiene che l’utilizzo dell’AI su infrastrutture obsolete senza prima modernizzarle finirà per provocare una crisi di sicurezza estesa all’intera azienda.
Gli investimenti nell’AI stanno crescendo più rapidamente del valore che questa può realisticamente generare I leader tecnologici esprimono preoccupazione per il fatto che la spesa destinata all’AI possa superare il valore che questa tecnologia è effettivamente in grado di generare, alimentando il rischio di una possibile “bolla dell’AI”.
● L’89% teme che gli investimenti globali nell’AI possano crescere più rapidamente del valore di business che questa tecnologia può realisticamente generare.
L’incertezza geopolitica sta ridefinendo le strategie di selezione dei provider In un contesto internazionale sempre più incerto, la possibilità che l’accesso a modelli e tecnologie di AI possa essere condizionato da decisioni politiche o normative sta portando le aziende a rivedere le proprie strategie tecnologiche. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la necessità di ridurre la dipendenza da un unico provider e costruire infrastrutture AI più resilienti e flessibili.
● Il 99% degli intervistati afferma che potenziali restrizioni governative all’accesso all’AI rendono ancora più importante non dipendere da un unico provider, alla luce della disputa avvenuta quest’anno tra il governo statunitense e Anthropic sull’accesso ai modelli Mythos e Fable;
● In questo scenario, il 42% degli intervistati è oggi maggiormente orientato a sviluppare internamente la propria infrastruttura AI anziché acquistarla da provider esterni.
Cresce lo scetticismo sulle narrazioni relative all’impatto dell’AI sulla forza lavoro I leader tecnologici mettono in discussione l’idea che l’AI, da sola, possa spiegare i recenti cambiamenti nella forza lavoro.
● Il 91% ritiene che alcune società quotate utilizzino l’AI per giustificare cambiamenti nella forza lavoro che hanno in realtà come obiettivo principale l’aumento del valore delle proprie azioni.
Aumentano i rischi personali per i leader tecnologici Con la crescente diffusione dell’AI, CIO e CTO sono sempre più preoccupati che eventuali criticità o risultati negativi possano avere conseguenze dirette anche sul loro ruolo.
● L’89% teme che una decisione sbagliata relativa alla forza lavoro presa durante il processo di scalabilità dell’AI possa mettere a rischio il proprio posto di lavoro;
● Solo il 20% afferma che gli altri membri della C-suite e del consiglio di amministrazione della propria organizzazione comprendono pienamente i rischi di sicurezza legati all’utilizzo dell’AI su sistemi legacy.
Cosa mostrano i dati
L’analisi di GFT evidenzia un crescente divario nell’implementazione dell’AI. Mentre le aziende continuano ad accelerarne l’adozione, molte stanno scalando l’intelligenza artificiale più rapidamente di quanto le infrastrutture sottostanti siano in grado di supportare. I sistemi legacy provocano ripetuti fallimenti dei progetti, la dipendenza da un unico provider espone le roadmap AI a fattori che sfuggono al controllo delle singole aziende e i leader tecnologici responsabili del successo di queste iniziative si trovano sempre più spesso a sostenere personalmente e professionalmente le conseguenze quando le cose non vanno secondo i piani.
Nonostante tutto questo, l’adozione dell’AI continua ad accelerare. Le aziende che stanno ottenendo un valore concreto dall’intelligenza artificiale la considerano il risultato di investimenti intenzionali e strutturali, costruiti a partire dalle fondamenta, e non come un ulteriore livello tecnologico aggiunto a infrastrutture, modelli di governance e strategie relative alla forza lavoro progettati per un’epoca diversa.
I risultati indicano una priorità chiara per le aziende che vogliono colmare il divario nell’implementazione dell’AI: preparare le fondamenta necessarie per scalare l’intelligenza artificiale in modo sicuro e sostenibile. Questo significa modernizzare gli ambienti legacy, rafforzare la governance, gestire le dipendenze tecnologiche e allineare l’adozione dell’AI alle più ampie strategie aziendali e di gestione della forza lavoro.
“La pressione per dimostrare il valore dell’AI è sempre più forte, ma procedere più rapidamente di quanto l’infrastruttura sia in grado di supportare significa semplicemente spostare il rischio più avanti. Costruire prima solide fondamenta è ciò che permette di rendere sostenibili e scalabili, nel tempo, sia il valore generato sia la velocità di innovazione”, ha dichiarato Santos.


