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    Si può ridurre la complessità del cloud aziendale nell’era dell’IoT?

    By Redazione LineaEDP23/01/20194 Mins Read
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    La risposta di Dynatrace è positiva. Dave Anderson spiega come

    Dave Anderson, Dynatrace

    A cura di Dave Anderson, digital performance expert di Dynatrace

    L’adozione a livello aziendale dell’Internet of Things (IoT) è letteralmente esplosa negli ultimi anni. E questa tendenza non accenna a rallentare, secondo le previsioni di IDC la spesa per l’IoT raggiungerà i 745 miliardi di dollari entro la fine del 2019. Apparentemente illimitata, l’IoT ha una capacità di rivoluzionare i processi aziendali attraverso casi d’uso diversi come la manutenzione predittiva, il controllo dell’inventario in tempo reale e la gestione della flotta.

    Questo enorme potenziale potrebbe significare il dominio dell’IoT nei budget IT nel prossimo futuro, secondo McKinsey il 96% delle aziende prevede di aumentare la propria spesa in ambito IoT nei prossimi due anni. Tuttavia, garantire che l’IoT mantenga le sue promesse sarà un compito difficile e raggiungere la perfetta esperienza software che le aziende di oggi si aspettano è complicato dal fatto che le applicazioni che alimentano l’IoT dipendono da un intricato e complesso ambiente cloud di livello enterprise.

    Si riuniscono i cloud complessi
    Le aziende stanno faticando a padroneggiare l’intensificarsi della complessità all’interno dei propri ambienti cloud, ma l’introduzione dell’IoT è destinata a centuplicare la sfida. Le implementazioni IoT sono alimentate da applicazioni incredibilmente complesse su scala web e vengono eseguite in ambienti multi-cloud dinamici. Queste applicazioni dipendono da vasti ecosistemi di sensori, dispositivi, gateway e piattaforme che funzionano perfettamente. Se si verifica un problema nelle prestazioni di qualsiasi componente dell’ecosistema IoT può essere molto difficile individuare la causa principale del problema.

    A sottolineare la portata di questa sfida anche la recente ricerca condotta da Dynatrace dove si evidenzia come il 69% dei CIO ritiene che l’IoT diventerà un importante onere di gestione delle prestazioni. Le aziende non possono permettersi di trascurare queste preoccupazioni, poiché le conseguenze dei problemi di prestazioni negli ecosistemi IoT potrebbero essere catastrofiche. Ad esempio, un problema tra i sensori IoT e i sistemi della supply-chain potrebbe generare caos per un retailer. Chiaramente questo tipo di scenario allarma i CIO, il 74% teme infatti che i problemi di rendimento dell’IoT possano compromettere le operation e danneggiare significativamente i loro ricavi.

    Prima di poter raccogliere i potenziali vantaggi che l’IoT ha da offrire, le aziende devono affrontare la complessità che queste tecnologie aggiungono al proprio ambiente cloud per evitare che i loro timori si trasformino in realtà. Questa complessità è inevitabile, ma le imprese devono adottare misure per garantire che eventuali problemi all’interno delle implementazioni IoT possano essere identificati e risolti il più rapidamente possibile. Si tratta dell’unico modo possibile per mitigare eventuali problemi di prestazioni e, in definitiva, fornire esperienze software perfette che sono ora un imperativo aziendale.

    Una soluzione intelligente per un enigma complesso
    Con l’attuale dimensione e livello di complessità dell’IoT è impossibile per i team IT monitorare e correggere manualmente eventuali problemi in termini di performance. Gli approcci di monitoraggio tradizionali, gli strumenti specifici della piattaforma e le soluzioni sviluppate in proprio non sono in grado di fornire visibilità end-to-end degli ecosistemi IoT su scala web, quindi sono di scarso aiuto per coloro che cercano di offrire esperienze software IoT perfette. Invece, le aziende devono adottare un nuovo approccio che impieghi l’automazione per monitorare gli stack IT end-to-end su larga scala e sfruttare l’intelligenza artificiale (IA) per sbloccare le informazioni utili a semplificare la gestione della complessità aziendale. Infatti, secondo lo studio di Dynatrace l’84% dei CIO ritiene che le capacità dell’intelligenza artificiale e la capacità di automatizzare la maggior parte dei processi che supportano le implementazioni IoT svolgeranno un ruolo cruciale nel successo delle loro strategie IoT.

    Automatizzare i processi seguendo questo approccio permette ai team IT di avere una consapevolezza istantanea di ciò che accade nei vasti ecosistemi di sensori, dispositivi, gateway, applicazioni e piattaforme IoT che alimentano le loro capacità digitali. In sintesi, questo rende molto più facile per gli operatori identificare e correggere gli inevitabili problemi che si presentano prima che abbiano un impatto sulle prestazioni di servizio, nonostante la crescente complessità che deriva dall’IoT.

    Verso un futuro più luminoso e connesso
    Essere all’avanguardia e garantire che le complessità del cloud aziendale non influiscano sulle prestazioni degli ecosistemi IoT assicurerà alle imprese un reale beneficio che un futuro più connesso può offrire. Poiché le operation, i sistemi e i processi sono sempre più integrati con l’IoT, le imprese saranno in grado di creare esperienze software più fluide. Garantire il perfetto funzionamento di questi ecosistemi IoT consentirà, inoltre, di potenziarne il loro uso, in quanto continueranno a interagire con l’azienda in modi nuovi con una maggiore autonomia e controllo sulla propria esperienza.

    cloud Dynatrace IoT
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    Redazione LineaEDP
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