OVHcloud rafforza il proprio impegno nell’ecosistema open source e nelle tecnologie cloud native. Il provider europeo ha raggiunto il livello Platinum nella Cloud Native Computing Foundation (CNCF), l’organizzazione che promuove lo sviluppo sostenibile di ecosistemi per il software cloud native. L’annuncio è stato dato il 7 ottobre 2026 a Praga, in occasione dell’Open Source Summit Europe, e segna un’evoluzione di una collaborazione con la comunità open source che dura da oltre un decennio.
La scelta si inserisce in un contesto in cui le imprese devono poter sviluppare e gestire applicazioni e carichi di lavoro di intelligenza artificiale su infrastrutture differenti, mantenendo flessibilità operativa e controllo sui propri dati. Standard aperti e interoperabilità assumono quindi un’importanza strategica, anche per rispondere alle crescenti esigenze di sovranità digitale e limitare il rischio di dipendenza da un singolo fornitore tecnologico.
Secondo le previsioni di Gartner citate da CNCF, la spesa europea per il cloud sovrano raggiungerà 12,6 miliardi di dollari nel 2026. In questo scenario, il rafforzamento della presenza di OVHcloud nella fondazione mira a contribuire allo sviluppo di tecnologie condivise e standard indipendenti dai singoli vendor.
Dall’open source all’intelligenza artificiale
L’ingresso nel livello Platinum si fonda su un percorso consolidato. OVHcloud utilizza OpenStack dal 2012 ed è entrata nella relativa fondazione nel 2014. Nel 2020, i suoi ingegneri hanno inoltre contribuito allo sviluppo di un Kubernetes Operator per Harbor, progetto open source della CNCF dedicato alla gestione di immagini container e altri artefatti conformi agli standard OCI. L’azienda ha assunto anche il ruolo di maintainer, contribuendo a introdurre funzionalità di gestione del ciclo di vita basate su Kubernetes.
Più recentemente, nel marzo 2026, AI Deploy e Managed Kubernetes Service di OVHcloud hanno ottenuto l’approvazione nell’ambito del Kubernetes AI Conformance Program della CNCF. Il programma definisce requisiti condivisi per eseguire in modo affidabile carichi di lavoro di intelligenza artificiale e machine learning su Kubernetes.
Oggi il servizio Managed Kubernetes di OVHcloud gestisce migliaia di cluster in produzione distribuiti in 20 regioni public cloud, utilizzando Kubernetes e Cilium. Quest’ultima tecnologia open source viene impiegata per garantire connettività di rete multi-tenant, osservabilità e sicurezza, anche in ambienti caratterizzati da una crescente complessità operativa.
Sovranità digitale e libertà di scelta
Il passaggio al livello Platinum consolida dunque il ruolo di OVHcloud nella comunità cloud native, in una fase in cui le infrastrutture per l’AI richiedono standard condivisi, portabilità e maggiore interoperabilità.
«L’indipendenza tecnologica non significa costruire tutto da soli, ma avere la libertà di basarsi su standard aperti, contribuire alle tecnologie utilizzate ed evitare di dipendere da un unico ecosistema», ha dichiarato Octave Klaba, CEO e fondatore di OVHcloud. Il nuovo livello di adesione alla CNCF, ha aggiunto, consentirà all’azienda di rafforzare il proprio contributo allo sviluppo di tecnologie aperte, AI e modelli di governance capaci di offrire alle imprese maggiore libertà di scelta.
Per Jonathan Bryce, executive director della CNCF, l’esperienza di OVHcloud con OpenStack, Harbor e Cilium rappresenta una base importante per il contributo dell’azienda alla comunità. L’obiettivo condiviso è favorire un ecosistema nel quale le organizzazioni possano sviluppare applicazioni e servizi AI mantenendo flessibilità infrastrutturale, interoperabilità e controllo sulle proprie scelte tecnologiche.


