Nutanix, specialista nell’hybrid multicloud computing, ha annunciato i risultati dell’ottava edizione del suo report annuale globale Enterprise Cloud Index (ECI) dedicato al settore della pubblica amministrazione. I risultati mostrano che le organizzazioni del settore pubblico, comprese le amministrazioni centrali, regionali e locali, gli istituti scolastici e le università, stanno adottando l’intelligenza artificiale in un’ampia gamma di attività, dalla verifica dell’idoneità all’accesso ai benefici e ai servizi fino al rilevamento delle frodi. Tuttavia, persistono ostacoli legati alla maturità delle infrastrutture, alle competenze del personale e alla governance. Per questo i responsabili IT della pubblica amministrazione sono chiamati ad accelerare la realizzazione di infrastrutture ibride moderne, capaci di rispondere alle esigenze sempre più complesse e diversificate del settore pubblico
Chiamate a perseguire un duplice obiettivo – migliorare l’efficacia dei servizi pubblici e proteggere i dati dei cittadini – le amministrazioni pubbliche stanno adottando la containerizzazione delle applicazioni per aumentare velocità, scalabilità e sicurezza dei carichi di lavoro basati sull’intelligenza artificiale. Al tempo stesso, però, la frammentazione organizzativa accresce il rischio di una diffusione incontrollata della cosiddetta Shadow AI.
– La grande maggioranza dei responsabili IT della pubblica amministrazione e del settore dell’istruzione intervistati per il report Nutanix dedicato al settore pubblico concorda (91%) sul fatto che l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale non sottoposti a un’adeguata valutazione comporti rischi sia per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali sia per la sicurezza.
– Uno dei principali risultati emersi dalla ricerca Nutanix Enterprise Cloud Index (ECI) è che il 73% delle infrastrutture IT del settore pubblico non è ancora pronto a eseguire on premise carichi di lavoro AI complessi.
– Lo studio di Nutanix evidenzia inoltre che l’87% dei responsabili IT del settore pubblico prevedono un ricorso sempre maggiore alla containerizzazione delle applicazioni nei prossimi tre anni.
I risultati evidenziano che il settore pubblico si trova in una fase cruciale. L’intelligenza artificiale è già impiegata in numerosi ambiti della pubblica amministrazione e dell’istruzione, dalla containerizzazione delle applicazioni alle infrastrutture ibride, fino ad arrivare, sempre più spesso, all’erogazione diretta dei servizi. Tuttavia, le fondamenta su cui poggia questa trasformazione sono ancora disomogenee. Molte organizzazioni devono infatti gestire contemporaneamente sistemi legacy on premise, cloud privati e la migrazione delle applicazioni tradizionali verso infrastrutture cloud moderne, spesso senza disporre di un livello di controllo unificato.
“La proliferazione della cosiddetta Shadow AI, ovvero dell’utilizzo di soluzioni di intelligenza artificiale non approvate né governate, è diventata la principale sfida per la governance nel settore pubblico. La questione non riguarda più se adottare l’intelligenza artificiale, ma come farlo in modo sicuro, governato ed efficace. Le organizzazioni che stanno ottenendo i risultati migliori non sono quelle che inseguono ogni nuova funzionalità, ma quelle che stanno consolidando le proprie fondamenta tecnologiche. Puntando su architetture sicure e basate sulla containerizzazione, definiscono le condizioni necessarie per adottare l’AI con fiducia, rafforzando e preservando la fiducia dei cittadini man mano che l’intelligenza artificiale diventa parte integrante dell’erogazione dei servizi pubblici”, ha affermato Sammy Zoghlami, Senior Vice President EMEA di Nutanix.
Per i responsabili IT del settore pubblico emerge quindi una priorità ben chiara. I carichi di lavoro AI che incidono sull’erogazione dei servizi ai cittadini, sulla sicurezza pubblica e sui risultati del sistema educativo richiedono infrastrutture in grado di garantire prestazioni elevate, conformità normativa e un’efficace governance delle missioni istituzionali. Tutto questo non solo a livello centrale, ma anche nei luoghi in cui i servizi vengono effettivamente erogati, dove la sovranità dei dati incide direttamente sulla capacità delle amministrazioni di tutelare gli interessi delle comunità che sono chiamate a servire.


