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    AI: cosa frena la trasformazione?

    By Redazione LineaEDP26/05/20265 Mins Read
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    Secondo un nuovo Report AWS l’ adozione dell’AI è in crescita del 33%, ma la carenza di competenze, le risorse limitate e la complessità normativa frenano la trasformazione

    cloudera-ostacolo-freno-AI
    Foto di Elias da Pixabay

    Amazon Web Services (AWS) ha pubblicato il report “Unlocking Italy’s AI Potential”, che evidenzia come l’adozione dell’intelligenza artificiale stia continuando a crescere tra le aziende italiane. Il 40% delle imprese ha adottato l’AI, un incremento del 33% rispetto allo scorso anno. Per le piccole e medie imprese la percentuale è pari al 38%.

    Il report, commissionato da AWS e condotto dalla società di consulenza indipendente Strand Partners, dimostra che l’adozione degli strumenti di AI porta a un aumento della produttività, come segnalato dal 66% delle aziende intervistate, mentre nove aziende su dieci si aspettano che l’AI acceleri la loro crescita nei prossimi 12 mesi. Inoltre, il 72% delle imprese che utilizzano l’AI afferma che negli ultimi due anni i tempi di innovazione si sono accelerati, una percentuale che sale all’88% tra le startup.

    AI in Italia: cresce l’adozione, ma la trasformazione resta lenta

    Nonostante l’incremento nell’adozione dell’AI, molte aziende italiane si fermano ancora a un livello iniziale. Quasi sei su dieci, infatti, si concentrano sull’uso di applicazioni AI di base, come chatbot disponibili al pubblico o soluzioni AI pronte all’uso e principalmente orientate all’efficienza operativa. Il 24% delle aziende ha raggiunto un livello intermedio di adozione, integrando l’AI in diverse funzioni aziendali e ottenendo significativi miglioramenti in termini di efficienza e innovazione. Solo il 13% ha raggiunto la fase più avanzata, implementando sistemi AI avanzati, creando soluzioni personalizzate e utilizzando AI autonoma o agentica: un dato in crescita rispetto all’11% dell’anno precedente, ma ancora distante dalla media europea del 22%.

    Ciò si riflette in un calo dei risultati in termini di innovazione: la percentuale di aziende che adottano l’AI e lanciano nuovi prodotti o servizi basati sull’intelligenza artificiale è scesa dal 40% del 2025 al 34% di quest’anno.

    Startup italiane in difficoltà: la tentazione di lasciare l’Europa per crescere

    Il report mostra che, sebbene le startup italiane siano all’avanguardia nell’uso di soluzioni AI di nuova generazione, spesso la loro crescita è ostacolata da fattori che spingono il 34% di esse a considerare l’idea di lasciare l’Europa per accelerare il proprio sviluppo. Le motivazioni più comuni includono: l’accesso a maggiori finanziamenti (52%), una migliore capacità di espandersi a livello internazionale (48%) e un supporto più forte, come incubatori, acceleratori e partnership (40%).

    Gli ostacoli all’adozione dell’AI trasformativa in Italia

    L’Italia si trova ad affrontare diversi ostacoli nell’adozione dell’AI trasformativa, tra cui difficoltà normative, mancanza di competenze e scarsi fondi destinati all’AI.

    1. Ostacoli normativi: Le aziende che operano su più mercati devono districarsi tra regolamenti e processi di conformità complessi, con conseguenti rallentamenti e aumenti di costi. Il 34% della spesa tecnologica delle aziende italiane è destinato alla conformità normativa, con un aumento rispetto al 30% dell’anno scorso. A livello europeo, questa cifra raggiunge il 42%.
    2. Carenza di competenze: La mancanza di talenti in AI e digitalizzazione è uno dei maggiori ostacoli. Il 48% delle aziende italiane segnala la carenza di competenze interne come un freno all’espansione dell’AI, mentre il 43% lamenta una forza lavoro insufficiente nelle capacità digitali. Solo il 18% delle aziende afferma di avere competenze solide in AI, mentre il 52% riconosce la necessità di miglioramenti.
    3. Bassi investimenti destinati all’AI: Il 40% delle aziende italiane dichiara di non avere un budget dedicato all’AI, limitando così la possibilità di espandere le proprie iniziative oltre i progetti pilota. Il 26% delle aziende cita la carenza di risorse finanziarie come un ostacolo, e l’86% prevede che l’AI rappresenterà una quota crescente della spesa IT nei prossimi anni.

    Il ruolo di AWS in Italia

    Per accelerare la trasformazione digitale, l’Italia dovrebbe concentrarsi su investimenti a lungo termine, con un focus sull’educazione digitale e sull’adozione di AI. AWS sostiene questa evoluzione, con un impegno concreto nell’istruzione e nella formazione. Entro il 2026, AWS si è impegnata a formare 200.000 studenti italiani in STEM attraverso il programma “Amazon Future Engineer”.

    “L’intelligenza artificiale sta diventando un motore fondamentale per la crescita di numerose aziende italiane. Nonostante i progressi, c’è ancora molto da fare per superare ostacoli che rischiano di consolidarsi. AWS è impegnata ad aiutare le aziende e le startup italiane a sfruttare appieno il potenziale dell’AI, supportando la formazione, l’innovazione e la trasformazione digitale. Investire in AI significa non solo migliorare la competitività delle imprese, ma anche contribuire alla crescita dell’intero ecosistema tecnologico del nostro Paese”, ha dichiarato Giulia Gasparini, Country Leader di AWS in Italia.

    Storie di successo in Italia

    Alcune organizzazioni italiane stanno già ottenendo risultati significativi grazie alle soluzioni AI di AWS:

    • Vection Technologies: la società italiana quotata all’ASX usa l’AI per migliorare la comunicazione con le persone sorde e ipoudenti. Basata su AWS, la soluzione utilizza Lambda, Step Functions, SageMaker, Bedrock e Textract, consentendo una comunicazione bidirezionale senza interpreti umani.
    • Arpa Sardegna: l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Sardegna (ARPAS) sta usando AWS per modernizzare la gestione dei dati ambientali. Grazie a un data lake basato su AWS, ARPAS elabora milioni di dati in tempo reale, monitorando la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, per supportare politiche pubbliche, ricerca e trasparenza.

     

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