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    Sei qui:Home»News»Data center, perché il retrofit è la nuova strategia per l’AI

    Data center, perché il retrofit è la nuova strategia per l’AI

    By Redazione LineaEDP10/09/20266 Mins Read
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    Dalla disponibilità di energia al liquid cooling, Vertiv spiega come adeguare le infrastrutture esistenti per sostenere i carichi AI, contenendo tempi, costi e complessità

    data center
    Andrea Faeti, Sales Director Enterprise Accounts per l’Italia di Vertiv

    La crescente domanda di connessioni alla rete elettrica, unita alla scarsità di capacità disponibile, sta radicalmente cambiando le strategie di sviluppo dei data center. Per Vertiv, uno dei principali vantaggi del retrofit consiste proprio nella possibilità di sfruttare infrastrutture energetiche già esistenti, evitando i lunghi tempi necessari per ottenere nuove connessioni. Negli anni le richieste di potenza alla rete hanno raggiunto livelli senza precedenti, mentre soltanto una parte minima si traduce in progetti realmente operativi. In questo scenario, poter contare su un sito già collegato alla rete rappresenta un vantaggio competitivo decisivo. L’adeguamento di una linea elettrica esistente richiede infatti tempi generalmente molto più contenuti rispetto alla realizzazione di una nuova infrastruttura.  

    La disponibilità energetica, tuttavia, non basta da sola. L’esplosione delle applicazioni di AI sta modificando profondamente le esigenze dei data center: aumentano le densità di potenza, cresce il fabbisogno di raffreddamento e cambia completamente la distribuzione degli spazi. Se nei data center tradizionali gran parte della superficie era occupata dalle sale IT, oggi una quota sempre maggiore viene destinata agli impianti elettrici e ai sistemi di raffreddamento necessari per sostenere i nuovi carichi computazionali. 

    Retrofit contro greenfield: ogni progetto è un caso a sé 

    Uno dei principali vantaggi del retrofit è rappresentato dalla riduzione dei tempi per ottenere le autorizzazioni e dei costi complessivi. Mentre un nuovo data center richiede iter urbanistici e autorizzativi che possono durare anni, intervenire su una struttura esistente permette generalmente di accelerare l’avvio dei lavori e limitare gli investimenti. E’ però impossibile definire regole valide per tutti. A differenza dei progetti greenfield, spesso standardizzati e replicabili soprattutto dagli hyperscaler internazionali, ogni intervento di retrofit presenta caratteristiche uniche. La configurazione del sito, lo stato delle infrastrutture e gli obiettivi del cliente determinano infatti soluzioni progettuali molto differenti. In alcuni casi è sufficiente ridistribuire gli spazi interni, riducendo le aree destinate ai rack per aumentare quelle dedicate agli impianti. In altri diventa più conveniente ricorrere a moduli prefabbricati esterni, come sale UPS modulari o sistemi di alimentazione aggiuntivi, capaci di incrementare rapidamente la potenza disponibile senza modificare radicalmente l’edificio esistente. Il vantaggio economico deriva proprio dalla possibilità di riutilizzare buona parte delle infrastrutture già presenti, limitando le opere civili e concentrando gli investimenti sugli elementi realmente necessari all’aggiornamento tecnologico.  

    Il raffreddamento a liquido apre nuove prospettive 

    L’AI impone densità di calcolo sempre maggiori e rende indispensabile il passaggio verso il raffreddamento a liquido. Si tratta di una trasformazione tecnologica che, oltre a migliorare l’efficienza energetica, apre anche nuove opportunità di recupero del calore. Le soluzioni liquid cooling permettono infatti di estrarre il calore mediante fluidi che raggiungono temperature sufficientemente elevate da poter essere riutilizzate, ad esempio nelle reti di teleriscaldamento. In questo senso il raffreddamento a liquido rappresenta un vero abilitatore dell’economia circolare applicata ai data center. Si distinguono però due approcci differenti. Le soluzioni Liquid-to-Liquid consentono di recuperare direttamente il calore e sono le più indicate nei nuovi impianti o nei retrofit più radicali. Diverso è invece il ruolo delle soluzioni Liquid-to-Air, progettate soprattutto per facilitare l’introduzione del raffreddamento a liquido nei data center esistenti senza dover realizzare nuove infrastrutture idrauliche. Questa seconda tecnologia privilegia quindi la semplicità d’integrazione rispetto alla massima efficienza energetica. È particolarmente indicata quando solo una parte del data center deve ospitare cluster AI ad alta densità, evitando interventi invasivi su impianti ancora perfettamente funzionanti. Il recupero del calore rimane comunque strettamente legato allo sviluppo delle reti di teleriscaldamento. Mentre un data center può essere realizzato in tempi relativamente brevi, la realizzazione delle infrastrutture urbane richiede pianificazioni più lunghe. Per questo il vero successo del riutilizzo termico dipenderà dalla capacità di coordinare sviluppo digitale e pianificazione territoriale. 

    Compatibilità e modularità: le sfide del retrofit 

    L’aggiornamento di un data center esistente comporta problemi di compatibilità tra tecnologie nuove e impianti progettati anni prima. Uno degli esempi più frequenti riguarda proprio i circuiti di raffreddamento: le temperature richieste dai sistemi a liquido sono diverse rispetto a quelle dei tradizionali impianti ad aria e spesso rendono necessario realizzare nuovi circuiti idraulici paralleli. Analoghe difficoltà interessano l’infrastruttura elettrica, dove l’aumento delle densità di potenza richiede nuove modalità di distribuzione dell’energia, come l’impiego di busbar al posto dei tradizionali cavi. Anche gli UPS assumono un ruolo sempre più strategico. I carichi generati dai server dedicati all’AI sono infatti molto più impulsivi rispetto a quelli tradizionali e richiedono sistemi di continuità capaci di assorbire rapidamente i picchi di potenza, migliorando stabilità della rete e la durata dei sistemi di accumulo. Per affrontare queste complessità, serve un’offerta che copra l’intera infrastruttura del data center: alimentazione, raffreddamento e sistemi fisici di sala, consentendo una progettazione integrata dell’intervento. 

    Modularità e manutenzione predittiva guidano il futuro 

    Tra le tecnologie più innovative figura l’approccio modulare adottato da Vertiv, che prevede la prefabbricazione di interi sottosistemi elettrici e di raffreddamento da installare rapidamente in sito. 

    Soluzioni come SmartRun consentono di assemblare in fabbrica componenti già collaudati, riducendo significativamente le lavorazioni direttamente nel data center. L’obiettivo è comprimere tempi di installazione e rischi operativi, arrivando, nei casi più favorevoli, a riduzioni fino al 30-40% rispetto agli approcci tradizionali. Naturalmente anche in questo caso la possibilità di adottare sistemi modulari dipende dalle caratteristiche fisiche dell’edificio esistente quali altezza dei locali, pavimenti sopraelevati, portate strutturali e spazi disponibili che possono favorire o limitare l’impiego delle soluzioni prefabbricate. Un’altra direttrice di sviluppo riguarda la manutenzione predittiva. Grazie a piattaforme digitali come Next Predict, i nuovi data center possono essere monitorati attraverso migliaia di parametri operativi analizzati con algoritmi di intelligenza artificiale. L’obiettivo è superare la tradizionale manutenzione programmata, intervenendo solo quando i dati evidenziano l’insorgere di anomalie o il degrado delle prestazioni.  

    Il retrofit diventa la strada obbligata 

    Il retrofit non è l’alternativa meno costosa alla costruzione di nuovi data center, ma una risposta concreta alle trasformazioni in atto nel settore. Da un lato permette di sostituire impianti ormai obsoleti con tecnologie molto più efficienti; dall’altro rende possibile adattare infrastrutture nate per carichi tradizionali alle esigenze completamente nuove introdotte dall’AI. La scarsità di potenza elettrica disponibile, l’evoluzione dei sistemi di raffreddamento, la crescente importanza del recupero del calore e l’affermazione della manutenzione predittiva stanno ridefinendo il concetto stesso di data center. In questo contesto il retrofit si conferma uno degli strumenti più efficaci per accelerare la transizione verso infrastrutture digitali più sostenibili, efficienti e pronte ad affrontare le sfide dell’AI. 

     A cura di Andrea Faeti, Sales Director Enterprise Accounts per l’Italia di Vertiv

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