CrowdStrike presenta il Threat Hunting Report 2026, dal quale emerge come l’AI sia ormai parte integrante delle moderne operazioni degli avversari. I gruppi di matrice cinese hanno sfruttato vulnerabilità critiche entro 24 ore dalla pubblicazione di proof-of-concept (PoC), mentre gli attori riconducibili alla Corea del Nord hanno compromesso 131 pacchetti appartenenti a framework AI considerati affidabili, dimostrando come l’AI sia diventata al tempo stesso una capacità operativa e un obiettivo di alto valore.
L’AI rappresenta oggi per gli avversari uno strumento, un obiettivo e un moltiplicatore di forza per gli avversari.
Mentre le aziende integrano l’intelligenza artificiale nelle proprie attività, gli avversari sfruttano le infrastrutture AI, compromettono le software supply chain, abusano dei modelli LLM aziendali e seguono i workload di AI verso il cloud. Il risultato è una nuova realtà operativa: gli attacchi si muovono più rapidamente, possono essere scalati con maggiore efficienza e prendono sempre più di mira proprio i sistemi di AI da cui dipendono le aziende.
I principali risultati del Threat Hunting Report di CrowdStrike
Basato sull’intelligence raccolta sul campo dagli esperti threat hunter e dagli analisti di intelligence di CrowdStrike, che monitorano oltre 290 avversari identificati e classificati, il report evidenzia quanto segue:
- L’AI è uno strumento, un obiettivo e un moltiplicatore di forza per gli avversari: gli attori delle minacce hanno impiegato l’AI per generare payload e comandi shell, sfruttare infrastrutture AI e abusare dei modelli LLM aziendali. In una specifica campagna, ad esempio, hanno inviato quasi 200.000 richieste a modelli AI in soli due minuti. CrowdStrike Falcon® OverWatch™ ha inoltre rilevato che le segnalazioni di rilevamento attivate da agenti AI sono cresciute a un ritmo 2,5 volte superiore rispetto a quelle generate da attività umane, dimostrando come l’AI stia accelerando il volume e la velocità delle attività che i team di sicurezza devono a analizzare.
- L’ecosistema dell’AI rappresenta il nuovo campo di battaglia per le supply chain: STARDUST CHOLLIMA, gruppo riconducibile alla Corea del Nord, ha introdotto un pacchetto npm malevolo in 131 framework AI Mastra ritenuti affidabili. Nella prima metà del 2026, l’87% delle minacce individuate nei repository software ha riguardato pacchetti npm malevoli. L’attore di eCrime ALTERED SPIDER ha compromesso, in un solo giorno, oltre 300 dipendenze software con l’obiettivo di sottrarre credenziali e utilizzarle per spostarsi verso ambienti cloud.
- Le finestre temporali per lo sfruttamento delle vulnerabilità si riducono a poche ore: nel primo semestre 2026, l’88% dei tentativi di sfruttamento di vulnerabilità con una proof-of-concept (PoC) osservati da CrowdStrike si è verificato entro 48 ore dalla pubblicazione. Gli attori riconducibili alla Cina VAULT PANDA e GENESIS PANDA hanno agito ancora più rapidamente, lanciando attacchi mirati entro 24 ore dalla divulgazione della vulnerabilità.
- Gli avversari seguono l’AI nel cloud: le attività di eCrime mirate al cloud sono aumentate del 171%; gli avversari hanno condotto furti di credenziali, attività di cryptomining, abusi di LLM e furti di asset finanziari digitali.
- I sistemi di autenticazione considerati affidabili diventano un vettore di attacco: le intrusioni tramite vishing sono raddoppiate nel primo semestre del 2026. I gruppi di eCrime CORDIAL SPIDER e SNARKY SPIDER hanno compromesso applicazioni SaaS integrate con sistemi di Single Sign-On (SSO) per esfiltrare dati. In un singolo caso specifico, SNARKY SPIDER è passato dalla compromissione dell’account al furto di dati in meno di cinque minuti. I tentativi mensili di device code phishing sono aumentati di 15 volte nella prima metà del 2026, a conferma del crescente abuso dei flussi di autenticazione considerati affidabili.
“L’AI è ormai parte integrante delle moderne operazioni degli avversari. Sta trasformando il modo in cui gli attacchi vengono pianificati, eseguiti e scalati, ampliando al contempo la superficie di attacco che le aziende devono proteggere”, ha dichiarato Adam Meyers, Head of Counter Adversary Operations di CrowdStrike. “Le organizzazioni che avranno successo saranno quelle in grado di proteggere l’AI con la stessa determinazione con cui la adottano, utilizzandola proprio per difendersi alla stessa velocità degli avversari”.


