Il rischio cyber rappresenta oggi una delle principali minacce per la continuità operativa e la competitività delle organizzazioni. Gli attacchi informatici non causano più soltanto problemi tecnici, ma generano impatti economici significativi che possono tradursi in interruzioni delle attività, perdita di dati critici, riduzione della produttività, danni reputazionali e costi legati alla conformità normativa. Secondo il report annuale IBM Cost of a Data Breach, il costo medio globale di una violazione dei dati nel 2025 è pari a 4,44 milioni di dollari, a conferma di come il cyber risk sia diventato un vero e proprio rischio d’impresa. In Italia il fenomeno continua ad avere una rilevanza di primo piano e i dati del Rapporto Clusit mostrano che nel 2025 l’Italia ha subito il 9,6% degli incidenti cyber gravi registrati a livello mondiale, in crescita del 42% rispetto all’anno precedente.
Secure Future Group risponde a questa esigenza con AEGIS, la propria piattaforma di Cyber Risk Quantification. L’azienda interviene a Cybertech Europe 2026 (Roma, La Nuvola, 13-14 ottobre), tra i principali eventi internazionali dedicati alla cybersecurity, portando esempi concreti dell’impatto economico del rischio cyber sulle organizzazioni.
Secondo i dati elaborati da AEGIS, una tipica azienda manifatturiera italiana con fatturato compreso tra 10 e 50 milioni di euro può registrare una potenziale perdita annua compresa tra circa 800.000 euro e circa 4 milioni di euro, a seconda del livello di presidio cyber adottato. Si tratta di cifre significative per aziende di questa dimensione, che in molti casi operano in settori critici come la componentistica, la chimica e la produzione industriale.
Le aziende tecnologiche non sono esenti da questo rischio. Per una società italiana nel settore SaaS con fatturato tra 1 e 10 milioni di euro, la potenziale perdita annua stimata dal modello AEGIS varia tra circa 300.000 euro e circa 1,2 milioni di euro in funzione del livello di presidio cyber. In un comparto in cui i dati dei clienti e la continuità del servizio rappresentano il core business, anche un singolo incidente può avere conseguenze sproporzionate rispetto alle dimensioni aziendali, con impatti su reputazione, contratti e conformità normativa.
Per il settore bancario e finanziario italiano, con ricavi compresi tra 100 e 500 milioni di euro, la potenziale perdita annua stimata da AEGIS varia tra circa 8 milioni di euro e circa 30 milioni di euro, in relazione al livello di maturità del presidio cyber. La forbice riflette la complessità del perimetro normativo (NIS2, DORA, PSD2) e l’elevato impatto reputazionale che un incidente cyber può avere sul rapporto con clienti e autorità di vigilanza. Per il settore energetico e delle infrastrutture OT, un’utility italiana con fatturato tra 50 e 100 milioni di euro presenta una potenziale perdita annua compresa tra circa 2,5 milioni di euro e circa 10,5 milioni di euro; in questo comparto, le interruzioni operative amplificano significativamente le perdite dirette, con ripercussioni che possono estendersi alla filiera e alla sicurezza pubblica.
Secondo Secure Future Group, in molte organizzazioni italiane, dalle grandi aziende alle PMI, il rischio cyber è ancora gestito in silos che non parlano la stessa lingua. A pesare sono ostacoli tecnici, come dati frammentati e l’assenza di una visione d’insieme, ma anche normativi, come la difficoltà di tradurre gli obblighi di conformità in un percorso tecnologico coerente.
“In un contesto in cui le minacce informatiche evolvono più rapidamente che mai, la quantificazione del rischio cyber rappresenta il linguaggio comune tra sicurezza e business. Trasformare il rischio in dati economici misurabili permette alle organizzazioni di prendere decisioni più rapide, consapevoli ed efficaci, fornendo al board una visione chiara dell’esposizione aziendale e dei potenziali impatti. Questo consente di bilanciare rischio, opportunità e investimenti grazie a criteri oggettivi e misurabili che abilitano iniziative di sicurezza sulla base del valore che proteggono”, afferma Lorenzo Mazzei, CEO di Secure Future Group.
AEGIS è la piattaforma di Cyber Risk Quantification sviluppata da Secure Future Group: traduce l’esposizione cyber di un’organizzazione in valori economici, offrendo a CISO, CFO e board una base oggettiva per definire priorità di investimento e azioni di mitigazione. La piattaforma raccoglie informazioni dall’ecosistema di sicurezza dell’organizzazione, attraverso questionari di maturità e analisi dei dati, quindi quantifica il rischio in termini monetari, secondo tre scenari: “tipico”, “avverso” e “grave”. Infine, suggerisce azioni di remediation, investimenti e interventi di compliance in base al valore del rischio.


