In riferimento al Cybersecurity Awareness Month, che promuove la consapevolezza della sicurezza informatica e l’adozione di comportamenti digitali sicuri, condividiamo di seguito il commento di Simona Riela, Senior Channel & Territory Manager di Object First in Italia:
“Nel 2026 il dibattito sulla sicurezza informatica dovrà spostarsi dalla capacità di un’organizzazione di prevenire un attacco, per concentrarsi invece sulla capacità di riprendersi dopo averlo subito. I ransomware mettono sempre più a dura prova i sistemi su cui le aziende fanno affidamento in seguito a un attacco, tuttavia permane un divario significativo tra la consapevolezza dell’importanza di una solida resilienza informatica e la sua effettiva applicazione. La maggior parte (93%) dei leader tecnologici ritiene che lo storage di backup debba rimanere protetto anche in caso di compromissione delle credenziali amministrative, ma solo il 16% ha implementato soluzioni di storage dotate di Immutabilità Assoluta.
Forse, ancora più rilevante delle ripercussioni sulle aziende, il divario in termini di preparazione, che sta aumentando la pressione su chi è chiamato a garantire protezione e sicurezza. La nostra ricerca più recente rivela che solo il 37% dei professionisti IT e della sicurezza è certo di poter ripristinare integralmente i dati aziendali in caso di attacco ransomware, mentre il 91% afferma di essere sottoposto a livelli eccessivi di stress a causa dei rischi per la sicurezza informatica. In occasione del Cybersecurity Awareness Month, le organizzazioni devono prendere coscienza che la resilienza informatica passa anche attraverso la capacità di fornire ai team IT la tranquillità, gli strumenti e il supporto necessari per reagire tempestivamente in caso di attacco. Semplificare le procedure di ripristino, proteggere i dati di backup da modifiche o cancellazioni ed effettuare test periodici dei piani di recupero può ridurre l’incertezza a chi opera in prima linea, rendendo al contempo l’azienda più resiliente. L’obiettivo non è soltanto sopravvivere a un attacco, ma avere la certezza che l’azienda e i responsabili del recupero dei dati siano adeguatamente preparati ad affrontarlo”.


