• BitMAT
  • BitMATv
  • Top Trade
  • Linea EDP
  • Itis Magazine
  • Industry 5.0
  • Sanità Digitale
  • ReStart in Green
  • Speciale Sicurezza
  • Contattaci
Close Menu
LineaEDPLineaEDP
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    Trending
    • Commvault rafforza la resilienza di Microsoft 365 contro le minacce informatiche
    • Cybersecurity Awareness Month: Object First punta sulla resilienza informatica
    • Vertiv: dall’AI pilota alla produzione, una guida per scegliere l’infrastruttura
    • U-Power evolve il CRM con Atlantic Technologies e Salesforce
    • Phishing aziendale, Kaspersky: le e-mail più efficaci raggiungono il 92% di clic
    • Proofpoint acquisisce Varonis per 6,3 miliardi di dollari: svolta nella cybersecurity
    • ServiceNow accelera sull’AI agentica: governance degli agenti e nuovi assistenti per il lavoro
    • UNGUESS: il 90% degli hacker etici usa l’IA, ma serve l’intuito umano
    Facebook X (Twitter) Vimeo Instagram LinkedIn RSS
    LineaEDPLineaEDP
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    LineaEDPLineaEDP
    Sei qui:Home»Rubriche»Sicurezza»Disaster recovery: è tempo di passare da una sicurezza preventiva alla cyber resilience

    Disaster recovery: è tempo di passare da una sicurezza preventiva alla cyber resilience

    By Redazione LineaEDP30/01/20264 Mins Read
    Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email

    Umberto Zanatta, Senior Solutions Engineer, CISM e CISSP di Acronis, analizza il passaggio da un approccio prevalentemente preventivo a una strategia di cyber resilience, soffermandosi sui limiti dei modelli tradizionali di ripristino negli ambienti IT ibridi e sull’importanza di recuperare sistemi verificati e privi di compromissioni

    sicurezza delle applicazioni-sicurezza-ot-disaster recovery-PhantomRPC

    Per lungo tempo la cybersecurity è stata affrontata come un esercizio di prevenzione: innalzare barriere, aggiungere controlli, moltiplicare i livelli di difesa per impedire l’accesso alle minacce. Un’impostazione che resta necessaria, ma che oggi mostra con chiarezza i suoi limiti. Il ransomware moderno ha dimostrato che anche le architetture più strutturate possono essere compromesse e che, quando la prevenzione viene aggirata, la capacità di recupero assume un ruolo decisivo per la sopravvivenza operativa delle organizzazioni. L’attenzione si sposta quindi dalla violazione in sé alla possibilità di tornare rapidamente operativi in condizioni affidabili. Con un costo medio dei sinistri ransomware che supera 1,18 milioni di dollari, il ripristino incide direttamente sulla continuità operativa e sulla sostenibilità del business. Il disaster recovery smette di essere una funzione marginale dell’IT e diventa una componente strutturale delle strategie di protezione e gestione del rischio.

    Questo cambiamento di prospettiva è particolarmente evidente negli ambienti IT ibridi, dove convivono infrastrutture on-premise, cloud pubblici e servizi gestiti. Nel corso degli anni, molte organizzazioni hanno investito in ridondanza infrastrutturale, data center distribuiti e sistemi di alta disponibilità, soluzioni efficaci contro guasti fisici o interruzioni accidentali. Le minacce attuali, tuttavia, sono progettate per muoversi lateralmente all’interno delle reti e sfruttare i meccanismi automatici di replica che caratterizzano questi ambienti.

    Quando un attacco ransomware si propaga nell’infrastruttura, anche i sistemi di backup e di failover possono rientrare nel perimetro di compromissione. La replica dei dati e dei carichi di lavoro rischia così di estendere l’infezione agli ambienti secondari, coinvolgendo le stesse risorse destinate al ripristino. Architetture nate per garantire continuità operativa finiscono quindi per amplificare l’impatto dell’incidente, anziché limitarlo.

    A questa dinamica si somma un problema operativo spesso sottovalutato: la frammentazione degli strumenti. In molti ambienti IT, backup, disaster recovery e sicurezza vengono gestiti tramite soluzioni diverse, integrate in modo parziale o del tutto indipendente. Questo approccio, spesso definito Franken-stack, introduce complessità, riduce la visibilità complessiva e rende difficile coordinare le attività di risposta e ripristino quando il tempo diventa una variabile critica. Il risultato è un aumento dei costi e una maggiore esposizione agli errori proprio nelle fasi più delicate.

    Un ulteriore fattore di rischio riguarda la gestione diretta delle infrastrutture di disaster recovery. I modelli tradizionali prevedono ambienti di ripristino di proprietà, progettati, mantenuti e messi in sicurezza dalle stesse organizzazioni che dovrebbero utilizzarli solo in caso di emergenza. Proprio perché raramente attivati, questi ambienti tendono a non essere allineati rispetto ai sistemi di produzione, sia in termini di aggiornamenti sia di configurazioni di sicurezza. Quando si verifica un incidente reale, i team sono chiamati a operare su infrastrutture poco utilizzate e poco familiari, con un conseguente aumento del rischio operativo.

    Con queste premesse, il successo del disaster recovery non può più essere misurato esclusivamente in termini di tempo di ripristino. Accanto ai tradizionali indicatori, assume un ruolo centrale il mean time to clean recovery (MTCR), ovvero il tempo necessario per tornare operativi su sistemi verificati e privi di malware. Un ripristino rapido su ambienti compromessi finisce per prolungare l’incidente e moltiplicarne gli effetti.

    Da qui nasce l’esigenza di superare un’impostazione esclusivamente preventiva e adottare un approccio orientato alla cyber resilience, in cui il disaster recovery viene semplificato e trattato come un servizio. Il modello di disaster recovery as a service (DRaaS) risponde a questa esigenza eliminando la necessità di mantenere infrastrutture di ripristino di proprietà e spostando il recovery su ambienti cloud predisposti, mantenuti e aggiornati in modo continuo.

    Su queste basi si inserisce l’approccio di Acronis, che integra backup, disaster recovery e sicurezza in un’unica piattaforma. Con Acronis Cyber Protect e il ripristino dei carichi di lavoro direttamente sull’Acronis Cloud, e operazioni di recupero avvengono su infrastrutture gestite dal provider, progettate per supportare il ritorno alle operazioni in condizioni controllate e verificabili. Questo consente di ridurre il rischio operativo nelle fasi più critiche e di focalizzarsi su un obiettivo chiaro: recuperare rapidamente sistemi affidabili e privi di compromissioni, garantendo la continuità del business anche dopo un incidente grave.

    A cura di Umberto Zanatta, Senior Solutions Engineer, CISM e CISSP di Acronis

    Acronis disaster recovery
    Share. Facebook Twitter LinkedIn Reddit Telegram WhatsApp Email
    Redazione LineaEDP
    • Facebook
    • X (Twitter)

    LineaEDP è parte di BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Correlati

    Commvault rafforza la resilienza di Microsoft 365 contro le minacce informatiche

    16/10/2026

    Cybersecurity Awareness Month: Object First punta sulla resilienza informatica

    16/10/2026

    Phishing aziendale, Kaspersky: le e-mail più efficaci raggiungono il 92% di clic

    16/10/2026
    Newsletter

    Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli aggiornamenti dai portali di BitMAT Edizioni.

    Security Words

    INFRASTRUTTURA APPLICATIVA: PROTEGGIAMOLA

    29/01/2024

    PASSWORD E STRATEGIA

    29/01/2024
    BitMATv – I video di BitMAT
    Jabra PanaCast U30 alla prova: fare “Call” intelligenti con un solo cavo USB-C
    Transizione energetica, a Casa Siemens nasce Engage X
    TrendAI rafforza l’ecosistema: partnership, competenze e innovazione per la cybersecurity del futuro
    TrendAI punta sul canale: competenze, consulenza e servizi gestiti al centro della strategia
    Perché sono importanti i protocolli?
    Defence Tech

    Commvault rafforza la resilienza di Microsoft 365 contro le minacce informatiche

    16/10/2026

    Cybersecurity Awareness Month: Object First punta sulla resilienza informatica

    16/10/2026

    Phishing aziendale, Kaspersky: le e-mail più efficaci raggiungono il 92% di clic

    16/10/2026

    UNGUESS: il 90% degli hacker etici usa l’IA, ma serve l’intuito umano

    15/10/2026
    Report

    Governance dell’AI agentica, il 70% delle aziende non è pronto

    15/10/2026

    Modernizzazione IT, l’AI accelera la trasformazione

    09/10/2026

    Data center in Italia, investimenti potenziali per 37 miliardi di euro

    09/10/2026

    AI, la sfida è organizzativa

    08/10/2026
    Rete BitMAT
    • Bitmat
    • BitMATv
    • Top Trade
    • LineaEdp
    • ItisMagazine
    • Speciale Sicurezza
    • Industry 4.0
    • Sanità Digitale
    • Redazione
    • Contattaci
    NAVIGAZIONE
    • Cio
    • Cloud
    • Mercato
    • News
    • Tecnologia
    • Case History
    • Report
    • Sicurezza
    • IOT
    Chi Siamo
    Chi Siamo

    LineaEDP è una testata giornalistica appartenente al gruppo BitMAT Edizioni, una casa editrice che ha sede a Milano con una copertura a 360° per quanto riguarda la comunicazione online ed offline rivolta agli specialisti dell'lnformation & Communication Technology.

    Facebook X (Twitter) Instagram Vimeo LinkedIn RSS
    • Contattaci
    • Cookies Policy
    • Privacy Policy
    • Redazione
    © 2012 - 2026 BitMAT Edizioni - P.Iva 09091900960 - tutti i diritti riservati - Iscrizione al tribunale di Milano n° 293 del 28-11-2018 - Testata giornalistica iscritta al ROC

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.