La maggior parte dei responsabili IT nel manifatturiero (68%) adotta già approcci proattivi o parzialmente autonomi per risolvere i problemi tecnici. Eppure, i dubbi sul valore effettivo dell’IA continuano a frenarne l’adozione con un’incidenza doppia rispetto al comparto tecnologico: a rilevarlo è l’indagine di TeamViewer, azienda leader nelle soluzioni di workplace digitale.
Nello specifico, il 43% degli intervistati dichiara di gestire le problematiche IT in modalità proattiva, mentre il 25% affida la gestione a sistemi parzialmente autonomi, in cui l’IA predice e previene le criticità con una supervisione umana. Entrambe le percentuali superano sia quelle del settore tecnologico (pari rispettivamente al 35% e al 21%), sia i dati cross-industry (41% e 17%).
Questo approccio proattivo emerge anche dalle aspettative su come debba operare l’IT: il 28% degli intervistati nel manifatturiero vorrebbe che l’IA venisse utilizzata per individuare tempestivamente le anomalie e inviare notifiche (contro il 25% della media cross-industry). Di contro, solo il 19% preferisce segnalare i problemi manualmente e attendere l’intervento, rispetto a una media generale del 25%.
Per il 32% dei responsabili IT nel manifatturiero, i dubbi sul valore reale dell’IA e sul suo impatto di business continuano a rappresentare una barriera all’adozione (contro il 16% del tech e il 21% della media cross-industry). Insieme alle tematiche di sicurezza, privacy e gestione del rischio (47%) e al deficit di competenze o formazione (34%), l’incertezza si conferma tra i tre principali freni nel manifatturiero.
“Nel manifatturiero, la parola IA evoca spesso l’immagine di impianti interamente automatizzati. La realtà è che molte imprese lavorano con infrastrutture consolidate in decenni e non sostituibili dall’oggi al domani; i progressi più significativi nascono quindi da migliaia di piccole decisioni, come intercettare tempestivamente i guasti ed eliminare gli ostacoli quotidiani. Trattandosi di un’attività in background, il reale ritorno di questo lavoro rischia di essere sottovalutato. Le aziende che traggono il maggior valore sono quelle capaci di risolvere questi piccoli problemi su larga scala, dimostrandone costantemente i risultati su casi d’uso concreti”, ha affermato Mei Dent, Chief Product and Technology Officer di TeamViewer.
I benefici sulla produttività individuale offrono un ulteriore elemento di riflessione: nel manifatturiero, ben il 44% degli intervistati dichiara che l’IA ha già migliorato il proprio rendimento lavorativo, contro il 39% della media cross-industry. Inoltre, l’IA dimostra un’elevata affidabilità operativa: i professionisti del settore che devono controllare e convalidare i dati generati dall’IA vi dedicano in media solo 1,6 ore a settimana, a fronte delle 1,9 ore della media generale e delle 2,7 ore necessarie di chi lavora nel settore tecnologico. Guardando al futuro, il 35% del campione manifatturiero prevede entro il 2030 di delegare all’IA un numero maggiore di mansioni per potersi concentrare su attività a più alto valore aggiunto (rispetto al 28% degli altri settori). Queste evidenze, insieme ai dubbi sull’impatto economico generale, suggeriscono una conclusione importante: il valore dell’IA è già concreto a livello individuale, ma risulta ancora difficile da quantificare in modo aggregato sull’intera organizzazione.
L’interazione quotidiana con i prompt nel settore manifatturiero è in linea con gli altri comparti: si registrano in media 3,08 prompt al giorno per utente, rispetto ai 3,28 della media generale e ai 4,72 del settore tech. Ciò che spicca davvero è la modalità con cui si desidera che l’IA agisca: solo il 23% ritiene indispensabile l’intervento umano prima di qualsiasi azione (contro il 31% della media cross-industry), mentre il 46% ne richiede la presenza quando sono in gioco la sicurezza, i dati o l’operatività aziendale (rispetto al 40% medio).
Dal quadro generale dell’indagine TeamViewer emerge come la familiarità con l’IA sia costantemente più elevata per attività di supporto, come il monitoraggio dei sistemi, la segnalazione di anomalie e la trascrizione, rispetto a scenari in cui l’IA prende decisioni in autonomia o gestisce dati sensibili senza supervisione. Questo divario si fa ancora più netto tra il personale che lavora in sede — sia a tempo pieno sia in modalità ibrida — il quale mostra un maggiore scetticismo verso l’IA autonoma rispetto a chi opera interamente da remoto.


