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Cresce sempre di più tra gli Stati in tutto il mondo la consapevolezza dell’importanza di avere una strategia di cyber sicurezza per proteggere le infrastrutture critiche del paese, ma non solo. E così l’Australia è l’ultima in ordine di tempo ad aver stanziato una cifra per rafforzare le proprie misure difensive e offensive nel campo della sicurezza digitale. Si parla di 230 milioni di dollari australiani, circa 160 milioni di euro, che nelle intenzioni del Primo Ministro Malcolm Turnbull serviranno nei prossimi quattro anni a creare centri di intelligence per le minacce tecnologiche, dopo che già in passato alcune agenzie governative australiane sono state vittime di cybercrime.

Il piano, dunque, si svilupperà lungo i prossimi quattro anni. Tra le priorità la ricollocazione dell’Australian Cyber Security Centre ad una destinazione più accessibile per 39 milioni di dollari e la costruzione di centri congiunti pubblici/privati per la condivisione di conoscenze, competenze e tecniche sulle minacce informatiche nelle principali città del Paese per un totale di 47 milioni di dollari.

Il tema della cyber sicurezza è particolarmente sentito in Australia perché l’isola ha assistito ad una crescita molto rapida dell’economia basata sulla rete – pari al doppio che nel resto del mondo. Da qui la necessità di anticipare una possibile escalation di attacchi, che impattano in maniera pesante sul sistema economico nazionale, per una stima di circa 17 miliardi di dollari l’anno.