Red Hat: 2017 l’anno del successo

L’azienda continua a crescere puntando su soluzioni infrastrutturali a tutto tondo e personale sempre più qualificato

Il mondo dell’OpenStack è sempre più in diffuso. A confermarlo è la crescita di Red Hat che ha chiuso l’anno fiscale 2017 (conclusosi a febbraio) con un + 18% e un fatturato di 2,4 miliardi a livello mondo. Un trend quello dell’azienda americana che prosegue da ben 60 quarter, con tassi di crescita ancora maggiori in Italia rispetto all’intera corporation registrati lo scorso anno.

“Crescere in un contesto come quello attuale non è facile e farlo da 5 anni rappresenta un risultato di livello straordinario – ha sottolineato Gianni Anguiletti, Country Manager Italia di Red Hat – Merito del successo è sicuramente la propensione dell’azienda ad abbracciare e sostenere le innovazioni tecnologiche e dall’altra evolvere la propria struttura organizzativa”.

L’evoluzione tecnologica portata avanti da Red Hat si fonda sulla volontà di garantire una completezza infrastrutturale così da offrire ai propri clienti un ecosistema a tutto tondo che va dal sistema operativo, allo storage, dalla virtualizzazione all’application development, ma anche containers, API management, system management & Automation e cloud. Ma non solo: Red Hat intende realizzare un ecosistema aperto dove è possibile combinare anche tecnologie di terze parti così da non vanificare investimenti precedenti fatti dal cliente o un suo progressivo passaggio alla tecnologia Red Hat. Il tutto con l’obiettivo di favorire la massima flessibilità possibile alle aziende: l’idea è quella che qualsiasi applicazione possa essere realizzata a prescindere dall’ambito nella quale viene sviluppata e con la possibilità di utilizzarla ovunque e in su qualunque dispositivo. Non a caso il mantra di Red Hat è “Any Application, Anytime ed Anywhere”, uno slogan questo nato per rispondere rapidamente alle esigenze di aziende in continua evoluzione.

Da un punto di vista puramente di prodotto nel FY2017 Red Hat ha lanciato la nuova versione OpenShift Container Platform, una piattaforma che intende semplificare lo storage per applicazioni container e migliorare le implementazioni multi-tenant di applicazioni, team e processi in ambienti hybrid cloud. Cuori pulsanti della piattaforma sono Dockers e Kubernetes, tecnologie che rispettivamente si occupano della gestione dei formati dei containers e della loro orchestrazione.
Red Hat ha inoltre lanciato la più recente versione di OpenStack Platform, giunta alla decima release, (scelta da oltre 500 clienti) che si caratterizza per nuove funzionalità che migliorano la scalabilità, la gestione dell’infrastruttura e orchestrazione, potenziando allo stesso tempo prestazioni di rete e sicurezza della piattaforma. Non manca anche l’attenzione all’hybrid cloud grazie all’aggiornamento di CloudForms, soluzione per la gestione del cloud ibrido e che permette così ai team IT di migliorare l’erogazione dei servizi in tutto il loro ciclo di vita, dal provisioning al loro ritiro. Lato DevOps è invece stata rilasciata la versione 3.1 di Ansible Tower, piattaforma agentless di livello Enterprise che aiuta le aziende a ridurre la complessità dei moderni ambienti IT grazie a nuove funzionalità di automazione che possono elevare la produttività e ridurre i downtime. Sono stati infine migliorati Ceph 2x e Gluster 3.2, le due soluzioni storage software defined di Red Hat, con quest’ultima che si caratterizza ora per una maggiore integrazione con OpenShift, un minore footprint hardware tramite arbiter volume ed auto riparazione di volumi erasure coded.

Oltre che in innovazioni tecnologiche, Red Hat ha investito molto nel FY 2017 sulle competenze del personale (cresciuto a che lo scorso anno per un totale di 10.300 lavoratori nel mondo, di cui oltre 100 in Italia) grazie anche a verticalizzazioni in mercati specifici che permettono di rispondere adeguatamente alle esigenze d ciascun cliente.

Facendo riferimento alla sola Italia è da segnalare il contratto firmato con Consip che consente a tutta la pubblica amministrazione di poter sottoscrivere accordi con Red Hat ad un prezzo inferiore a quello di mercato, richiedere supporto attraverso un numero verde dedicato e velocizzare l’intero processo di acquisto. A questo si aggiunge il lancio di The Community of Open Innovators, una comunità nata con l’obiettivo di creare relazioni tra l’azienda, i clienti e partner, così da favore l’innovazione nel mondo dell’infrastruttura. I primi incontri si terranno a Roma e Milano rispettivamente il 7 e l’8 giugno.