Le infrastrutture legacy limitano il business

Le reti software defined garantiscono lo sfruttamento de vantaggi del cloud. Ad oggi però sono utilizzate da solo il 4% delle imprese. Previsti però investimenti in questa direzione

Le infrastrutture legacy sono un freno all’innovazione e non sono funzionali al business. Ad affermarlo una recente ricerca Riverbed secondo cui, per la maggior parte dei 1000 IT decision maker intervistati, le infrastrutture tradizionali limitano la digital transformation. Questo perché non garantiscono l’ottenimento dei benefici derivanti dal cloud in quanto non in grado di accondiscendere alle richieste di reti cloud ed ibride. Le reti legacy  sono infatti incapaci di  assicurare la visibilità end-to-end delle performance degli investimenti nel networking , supportare le applicazioni e i workload basati su cloud, ma anche garantire l’agilità e le performance richieste degli utenti di oggi. Non è un caso quindi che l’85% creda che serviranno diversi anni per raggiungere il completo potenziale della trasformazione digitale, in parte a causa proprio delle infrastrutture legacy.

I limiti delle reti tradizionali sono talmente evidenti e frustranti per gli IT decision maker che questi sarebbero addirittura disposti, pur di non continuare a perdere tempo per adeguare le performance di rete, a fare spostamenti più lunghi per recarsi al lavoro (54%), fare pause pranzo più brevi (53%) o smettere di bere il caffè (42%)

Il problema delle infrastrutture legacy è sempre più pressante e può essere ovviato attraverso l’implementazione di soluzioni innovative di networking software-defined, in grado di supportare le strategie cloud di successo. E i rispondenti alla survey lo confermano: il 98% è convinto che una rete next-gen sia fondamentale per rispondere alle necessità di business e utenti" ha spiegato Gilles Azoulay, Regional VP Southern Europe di Riverbed Technology.

I vantaggi sono del software-defined networking sono evidenti: incremento delle  performance applicative (44%), automazione di rete e capacità di  stabilire priorità alle applicazioni (44%), connettività unificata (43%), visibilità e monitoraggio di rete (42%), semplicità e facilità di gestione (42%), aumento della sicurezza di rete (42%) e riduzione dei costi (38%).

Guardando invece all’intero contesto aziendale le ripercussioni di reti ottimizzate permettono di facilitare il raggiungimento degli obiettivi di business: cresce infatti l’efficienza grazie ad un utilizzo più efficace della banda (48%), si nota un aumento della produttività (47%), aumentano dei ritorni (45%), l’agilità diventa più elevata (44%) e migliorano le iniziative digitali (44%)” ha aggiunto Gilles Azoulay.

Ma a che punto sono le imprese?

Per ora siamo al momento degli intenti: solo il 4% sta utilizzando le reti SDN, ma il 52% pianifica una migrazione entro due anni verso le reti next-gen, percentuale che cresce al 93% entro i prossimi 4 anni. Volontà questa che probabilmente si concretizzerà in quanto le imprese di tutto il mondo, secondo una recete ricerca di IDC, prevedono di investire 2 trilioni di dollari nella digital transformation, di cui 383 billion nel cloud.

E’ indubbio che il tema della complessità della rete sia diventato centrale e che le aziende, – sottolinea Vittorio Carosone, Regional Director Italia di Riverbed – richiedono alte performance e ampia visibilità per assicurare un completo approccio al cloud. La nostra risposta, come Rivebed, è basata su due elementi: piattaforma/visibilità (con un’ottima esperienza digitale) e cloud platform. Inoltre, a inizio novembre abbiamo presentato al mercato due nuovi annunci, l’integrazione dell’SD-WAN SteelConnect con la cloud security platform di Zscaler e un aggiornamento della nostra soluzione SteelCentral con importanti miglioramenti nelle performance per le funzioni digital business e cloud.”