Da una ricerca di Talend condotta sulle richieste di dati personali rivolte a 103 aziende operanti in Europa in vari settori è emerso che, circa il 70% non è riuscito a rispondere alle richieste da parte degli utenti di ottenere una copia dei propri dati personali entro un mese così come stabilito dai regolamenti del GDPR.

Nella sua nuova indagine, lo specialista globale nelle soluzioni cloud di integrazione dati ha considerato le risposte all’articolo 15 del GDPR (“Diritto di accesso da parte dell'interessato”) e le richieste dell’articolo 20 (“Diritto alla portabilità dei dati”), esaminando anche il rispetto del GDPR per quanto riguarda le politiche sulla privacy, la velocità e la completezza delle risposte.

Il tutto a evidenza di come molte aziende non assolvono gli obblighi dettati dal GDPR in quanto non stanno ancora mettendo in atto le soluzioni necessarie per gestire correttamente i propri dati in termini di tecnologie e processi.

Da qui passa la chiave per fidelizzare i clienti
L’evidenza, registrata anche nelle ricerche condotte 451 Research, sottolinea oltremodo come il GDPR rappresenti un’opportunità per fidelizzare i clienti.

Lo ha ribadito in una nota ufficiale Jean-Michel Franco, Senior Director Data Governance Products di Talend, secondo cui: «Nell’era digitale, le aziende devono garantire che i dati siano consolidati e archiviati in modo trasparente e condivisibile. Inoltre, il limite di un mese stabilito dal GDPR dovrebbe essere considerato come una scadenza assoluta inderogabile piuttosto che un traguardo da raggiungere. Dalla nostra ricerca emerge che per alcuni brand è possibile soddisfare le richieste entro un giorno, suggerendo quindi che le aziende ben comprendono che i tempi di risposta rapidi aumentano la fiducia dei propri clienti».

La conformità al GDPR è più elevata al di fuori dell’Europa
Solo il 35% delle aziende europee intervistate ha fornito dati. Tra queste, imprese con sede nel Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Italia. Tuttavia, al 50%, il tasso di conformità è risultato di poco superiore per le imprese non europee, il che suggerisce che le imprese al di fuori dell’Europa stiano adottando un approccio leggermente più proattivo al GDPR.

I risultati peggiori per le imprese del settore retail
Un preoccupante 76% delle aziende del settore retail intervistate non ha risposto, mentre il settore con le migliori prestazioni, quello dei servizi finanziari, ha registrato un tasso di successo pari solo al 50%.

Analizzando i risultati, la ricerca suggerisce che le aziende che hanno iniziato offline, e quelle che sono ostacolate dai sistemi legacy, potrebbero trovare il percorso alla conformità con il GDPR più impegnativo.

Tempi di risposta significativamente diversi da un settore all'altro
La grande maggioranza (65%) delle aziende conformi al GDPR ha impiegato più di dieci giorni per rispondere e il tempo medio complessivo di risposta è stato di 21 giorni. Per alcune, tuttavia, la risposta è stata molto più rapida. Di coloro che hanno risposto entro il limite di tempo (il 22% delle aziende) – principalmente servizi di streaming, mobile banking e aziende tecnologiche – hanno risposto in un solo giorno, suggerendo che le aziende che offrono servizi digitali sono più agili quando si tratta di conformità al GDPR.